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domenica 10 giugno 2018

Touch of Passion e condizione alterata di coscienza...


Le culture Tradizionali di tutto il mondo insegnano che quando si vive un’esperienza orgasmica si entra in uno stato di beatitudine, ossia assenza assoluta della mente che controlla, seppure per pochi istanti.
Assenza di pensieri del passato e/o del futuro e presenza di una condizione di “sospensione” spazio-temporale.
Si entra in contatto con la dimensione del piacere che è la reale molla dell’evoluzione e, per chi è interessato, in contatto con il divino che è in noi, che può manifestarsi solo nella condizione di assoluto presente.

Questa stessa condizione dell'essere può essere vissuta nella fase conclusiva del Touch of Passion, in cui per alcuni istanti si può perdere la percezione dei confini del proprio corpo fisico e si vive una "condizione alterata di coscienza", un'esperienza orgasmica espansa che prescinde dall'orgasmo genitale. Provare per credere, non c'è altro modo!
  
Essere capaci di abbandonarsi totalmente ad un'esperienza sessuale espansa fa dell’individuo una persona realmente matura psicofisicamente.
Alexander Lowen, padre della bioenergetica, scriveva “…il pieno orgasmo è indice di salute mentale” ed è la conseguenza naturale di una vita completa.

giovedì 21 agosto 2014

Risorse della Terra e incoscienza individuale: due facce della stessa medaglia evolutiva...

La Terra sta esaurendo le sue risorse. Facile vedere il fenomo su scala globale, ma più diffile riferirlo alle scelte quotidiane della nostra vita.
Dal 19 agosto appena trascorso, la Terra non riesce più a produrre quello che consumiamo. Questo vuol dire che a metà agosto abbiamo consumato tutto ciò che il pianeta è in grado di fornirci in un anno. Lo spiega lo studio annuale della ong Global Footprint Network, il centro di ricerca internazionale che studia l'andamento dell'impronta ecologica dell'umanità e la capacità della Terra di rigenerare le risorse.
E mentre questo fenomeno accade e si espande in maniera silenziosa, la maggior parte degli esseri umani continua inconsapevolmente a sprecare risorse o a inquinare ignorandone le conseguenze.
Pochi giorni fa, ad esempio, ho assistito in prima persona alle bravate di un gruppo di ragazzi in gita che si stavano spostando in nave. E per "ingannare il tempo", dopo avere consumato i loro panini, si divertivano ad appallottolare carta stagnola e tovaglioli da tirare in mare con un calcio, stile giocatori di pallone. E la cosa ancora più disarmante è stata che quando ho fatto notare che quello che stavano facendo era sporcare un mare che era anche loro e che quella carta stagnola ci avrebbe messo oltre venti anni per decomporsi, mi hanno guardato interdetti, mentre uno del branco mi diceva "ma non faccia così, non se la prenda per così poco...".   

lunedì 25 marzo 2013

PSICOTERAPIA E VISIONE SCIAMANICA DELL'INDIVIDUO


Non so se capiti frequentemente, a chi svolge la professione di psicoterapeuta, di chiedersi fino a che punto la psicoterapia aiuti la persona a “guarire” dai suoi problemi e blocchi esistenziali.
A me è capitato. E questo ha portato ad una trasformazione alchemica della mia percezione della realtà e del mio modo di essere terapeuta.

Molti affermato che “ la psicoterapia non guarisce l’individuo, ma lo aiuta senz’altro a stare meglio”.
Certo, ogni ambito terapeutico ha la propria visione della realtà e i propri strumenti di aiuto.
La mia formazione ed esperienza professionale mi ha dato l’opportunità di puntare i riflettori, ad esempio, sulla capacità di autorealizzazione, più o meno cosciente, insita in ogni essere umano.

Comunque, fornire gli strumenti per arrivare ad un certo grado di autorealizzazione non sempre equivale all'innescare profondi e duraturi processi di autoguarigione; perchè, fin quando si prende in considerazione i processi mentali e/o corporei, si taglia fuori dall’individuo la sua vera essenza, il suo vero motore vitale, la Coscienza o Sé o dimensione spirituale.
Essa utilizza l’esperienza per evolversi. E’ motore perché è intenzionalità pura, al di fuori da ogni automatismo che invece imprigiona le nostre menti e i nostri corpi.
La considerazione di questo terzo elemento cambia la prospettiva di qualsiasi relazione terapeutica.
La Coscienza non è vincolata da limiti, a differenza degli altri due piani esperienziali.

Non esiste, dunque, la condizione mentale di “non potere”, bensì quella di “non volere”. Questa prospettiva fa sì che ogni individuo sia considerato come potenzialmente capace di scegliere consapevolmente per la propria vita, al di là del proprio contesto socio-culturale e al di là di qualsiasi condizionamento o radicato schema mentale.
Scegliere, ad esempio, di mangiare o digiunare o mangiare l’indispensabile, di dormire o stare svegli o in dormiveglia, di ammalarsi o stare bene o né bene né male, e così via, la lista potrebbe essere interminabile…

Dalle mie personali esperienze vissute al di fuori della formazione psicoterapeutica, e dai miei viaggi in terre e culture lontane, a contatto con sciamani o uomini medicina, ho appreso quanto sia incommensurabile la capacità della nostra Coscienza di fare esperienza, di guidare cambiamenti personali anche imprevisti e subitanei e quanto altrettanto grandi possano essere gli ostacoli della nostra mente, tanto da renderci ciechi riguardo alla grandezza del nostro Sè.

La capacità di cambiare ed autoguarirci psicofisicamente, attimo per attimo, tuttavia, non è utopia se diventiamo consapevoli di ciò che siamo realmente e lasciamo esprimere il nostro Sé.
Il modo sciamanico, comune a tutte le culture tradizionali ancora presenti sul nostro pianeta, mi insegna che solo quando smettiamo di dare ascolto e priorità ai nostri due strumenti esterni, mente e corpo, possiamo entrare realmente in contatto con la nostra essenza e l'essenza di ogni essere umano, ascoltare il suo grido di aiuto ed il suo anelito di libertà e trasmettere la passione verso la vita!

giovedì 13 maggio 2010

IL PROTAGONISTA DELLA TUA VITA SESSUALE SEI TU!


La maggioranza dei problemi relativi alla sessualità hanno origine nella mente, questa è conoscenza comune.

In genere, chi esprime tali difficoltà, in prima battuta, tende a cercarne le cause nel funzionamento del proprio corpo, senza trovarne; oppure affibbia la responsabilità alla “vita stressante”. E' vero che lo stress crea una serie di difese e di ansie che bloccano il naturale fluire nella vita, ed è anche vero che lo stress è auto alimentato da ritmi di vita che spesso non decidiamo liberamente (come salire su un treno che ha un percorso definito dai suoi binari): responsabilità e compiti da assolvere, relazioni sociali diverse da gestire, ritmi di vita veloci, etc.

I treni, però, possono cambiare direzione grazie all’attivazione volontaria degli “scambi” sui binari. Chi decide il grado di stress da affrontare, chi decide di farsi travolgere dallo stress? Chi c'è dietro un corpo ed una mente stressati?

E' possibile gestire lo stress quando si sceglie di padroneggiare la propria vita. Esso è una conseguenza del disamore verso se stessi, di perdita di passione nei confronti della propria esistenza e dei propri doni.

Corpo e mente sono intrinsecamente connessi, sempre e comunque. E l’armonia di una persona non può prescindere dal considerarsi nella sua interezza, nel mettersi in ascolto delle voci di coscienza, corpo e mente, che possono parlare la stessa lingua, solo con accenti diversi.

Questo linguaggio va appreso di nuovo ... ed è quello che propongo durante i miei seminari di SessualMente!

mercoledì 16 dicembre 2009

NO ALLA PORNOGRAFIA SI ALLA SACRALITA’ DEL CORPO FEMMINILE!


... questo è lo slogan che ho lanciato sul mio profilo di Facebook, proponendo una provocazione ed un’azione di “disobbedienza civile”, a seguito di una mia foto rimossa dal mio album, all'interno del mio profilo... al quale possono accedere solo gli amici (se volete saperne di più leggete lì).

La foto “incriminata” non aveva niente a che vedere con messaggi più o meno velati di avance, con la pornografia imperante sui rotocalchi, sulla stessa tv di Stato, per non parlare di Internet e di portali quali Libero e Tiscali che spesso propongono nell'home page link a servizi “mondezza”. Era semplicemene una mia foto con il corpo velato da una zanzariera, ripresa in un viaggio in Tanzania..

La rimozione della foto, a mio avviso, esprime una visione profondamente maschile e maschilista della donna, che se sceglie di mostrare qualcosa di se è automaticamente “una poco di buono” o oggetto di desiderio per maschi “vogliosi”.

Dal momento che navigando su Facebook mi sono imbattuta in moltissimi profili pieni di foto e di immagini veramente volgari, pornografiche, per niente rispettosi del corpo femminile e maschile, pieni di genitali maschili in erezione... però coperti (!) ed accoppiamenti (e nessuno di questi è stato finora rimosso), evinco che, specialmente per molti uomini, il corpo femminile piace solo se sono loro a disporne!

… anche i maschietti in questo sono super manipolati da una cultura che vuole istupidirli ed ipnotizzarli!

Riflettete: se fossi stata un’attrice o una giornalista televisiva famosa e quest'estate qualche paparazzo mi avesse "sorpresa" in topless ed avesse pubblicato le mie foto sui rotocalchi, come avviene normalmente con molte "celebrità", o su Fb, questo sarebbe sembrato senz'altro stimolante, avrebbe fatto "vendere"(siamo immersi in una cultura che gode degli “scandali”!). Quando sono io, in quanto femminilmente donna, a pubblicare sul mio album una foto in cui sono tutt'altro che in topless (l'immagine era velata da una zanzariera), ecco che diventa indecenza...

Circa quarant'anni dopo la "rivoluzione sessuale", gerarchie ecclesiastiche e maschiliste hanno di nuovo ricondotto il corpo della donna ad un oggetto fruibile esclusivamente per il gusto ed il piacere del maschio, riservato comunque ad una visione esclusivamente erotica e/o peccaminosa.

I miei seminari di SessualMente 2.0 rappresentano per me, terapeuta "sui generis" che combatte una cultura che crea ad hoc disagi e blocchi energetici e psicologici, delle gocce di risveglio della Coscienza che ha necessità di riprendere in mano la sua capacità di rispondere (il vero senso della responsabilità personale), piuttosto che far reagire le menti a tutti gli stimoli che affollano le nostre vite e che ci rendono puri automi, nel mare immenso del sudiciume che fa affogare la sessualità pura, pulita, naturale...
Ebbene, nei seminari dico sempre: “noi non siamo gli abiti, ma siamo i corpi che stanno sotto gli abiti”. Ci pensate che molte persone si sentono inadeguate se solo vanno vestite in modo diverso da come l’ambiente si aspetta?
Oppure, provate ad immaginare personaggi noti, politici o di altri contesti, vestiti solo dei loro corpi, pensate che ci sentiremmo così diversi gli dagli altri, avremmo così tanto bisogno di giudicarci gli uni e gli altri?

Stare bene con la propria nudità vuol dire essere consapevoli di far parte integrante della Natura, vuol dire avere consapevolezza di essere sessuati, di essere interi (...non suddivisi in mente, pensieri, strati di emozioni spesso non identificate, pezzi di corpo di varia rilevanza...), di essere tutti uguali (...senza sdolcinerie o moralismi), ma non vuol dire necessariamente avere voglia continuamente di sesso o essere disponibili a tutte le devianze e le sporcizie che vi ruotano intorno!

Per le religioni patriarcali che si basano sulla Bibbia è talmente ossessiva l’attenzione sul coprire le nudità e sul non riconoscere la sessualità come parte di un Amore divino, universale o che dir si voglia che, nella Genesi, la “cacciata dal paradiso terrestre” è espressa con la frase: “si avvidero che erano nudi ed ebbero vergogna…”. Io questa vergogna l'ho abbandonata da molto tempo, e questa pulizia nel rapporto con il proprio e l'altrui corpo é una delle cose che trasmetto nei miei seminari...
…che dietro tutto questo si celi la grande paura di gestire esseri consapevoli che risultano meno condizionabili ?!
... come si suol dire "io la butto lì"... e buone riflessioni a tutti!

giovedì 15 ottobre 2009

VIVERE SESSO E PASSIONE CON PIACERE

In terapia e nei seminari continuo ad incontrare persone che vivono la loro sessualità con ansia, oppure hanno eliminato questo aspetto dalla loro vita proprio per non affrontarlo, oppure ancora continuano a combattere -come se ci fosse una lotta da dover vincere- per sentirsi sessualmente "adeguate".

In ogni caso, molto spesso, naturalezza e piacere non sono attributi comunemente riferiti all'area della sessualità.

Questo mi riporta alla mente le mie vecchie difficoltà, affrontate e superate con gioia quando ho capito che la mia pienezza di donna era limitata proprio nella consapevolezza e nell'espressione della mia sessualità.

Vita personale e relazionale si sono trasformate perchè ho deciso di disidentificarmi con gli schemi e i condizionamenti della mia mente.

L'energia sessuale è uno strumento per sperimentare l'assenza di pensiero e l'assenza di pensiero permette di riconoscere l'essenza, il Sè, la coscienza che ci rende manifesti. Che gioia!