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venerdì 5 gennaio 2018

Calendario 2018 - Mariarosa Greco nuda, nuova provocazione contro le speculazioni sul nudo femminile

 Anche quest’anno grazie al prezioso contributo di un amico di Facebook ho realizzato un calendario 2018 in cui appaio nuda, in risposta tra le altre cose alla speculazione di tutti i calendari “commerciali” in cui il nudo femminile viene utilizzato a scopi economici. 
Il calendario é infatti gratuito, scaricabile da questo link http://www.mediafire.com/file/imh3x3rxp7wiq8a/Calendario%202018.rar 
 La liberazione del nudo, specialmente di quello femminile, può destabilizzare enormi schemi patriarcali di demonizzazione della donna, dalle streghe che andavano nude ai Sabba del medioevo a oggi... 
Qualche giorno fa ho letto con molto piacere che Sia, la cantante, scoprendo che chi le aveva hackerato il telefono vendeva i suoi selfie nuda in rete, ha deciso di pubblicare quelle stesse foto su Internet per stroncarne il traffico, azione coraggiosa ed ottimo esempio. Come si dice… una risata li seppellirà. 
Cento, mille azioni come quella di Sia, i miei calendari, le iniziative di #freethenipple, le mie iniziative passate di Nuda contro la pornografia o altro, potrebbero dare una spallata al giro economico che gravita intorno al porno, ai calendari erotici a pagamento, al nudo femminile in pubblicità. 
Ho deciso di pubblicare questo calendario anche perché ho ricevuto svariate proposte di pubblicare un nuovo calendario di mie foto nuda per sfruttarlo commercialmente, quindi… meglio prevenire le tentazioni.

venerdì 30 settembre 2016

Siamo tutte Tiziana Cantone...

La recente notizia di cronaca del suicidio di Tiziana Cantone, dopo la pubblicazione circa un anno fa di alcuni video hard che la ritraevano, suscita in me alcune riflessioni che voglio condividere.
In casi come questo, purtroppo non isolati, ci sono senz'altro due serie di responsabilità ben precise:
una, quella evidente,  di quelle bestie (senza offendere gli animali...) che giocano sulla pelle degli altri, diffondendo immagini e contenuti che rientrano nella sfera intima della persona, che va tutelata ad ogni costo; l'altra, meno evidente ma più grave, di tutte quelle religioni patriarcali, "benpensanti", critici e moralisti che possono portare una persona, soprattutto se femmina, a vergognarsi, traumatizzarsi, magari a suicidarsi di fronte alla diffusione di immagini che - non dimentichiamolo - mostrano solo esseri umani intenti a darsi e ricevere piacere, o anche solo una propria immagine nuda...

Magari per un maschio la diffusione di un video con proprie scene hard potrebbe anche costituire un punto di onore, mentre per una persona di sesso femminile scatta il condizionamento dell'immoralità...
Dal 2009 lotto contro la pornografia nel web, la censura mediatica dei capezzoli femminili rispetto a quelli maschili, e di fronte a casi come questo é proprio il momento di dire BASTA. Basta con il pudore, basta con la vergogn, basta con tutto ciò che é stato creato nei secoli da musulmani, cattolici, ebrei intorno alla sessualità e all'espressione del femminile...
Io ho sempre lottato mettendomi in gioco in prima persona, e se nel 2009 "Nuda contro la pornografia" ha raccolto poche seguaci italiane disposte a mostrarsi liberamente, #freethenipple ha portato in tutto il mondo migliaia di donne a mostrare il seno ribellandosi alla discriminazione. Dopo un evento come questo... se tutte decidessimo di metterci in gioco come ho fatto io, pubblicando una propria foto nuda, togliermmo potere al mercato della pornografia, alla discriminazione sessuofoba maschilista, a una parte di condizionamento sociale patriarcale...
Nel mio ultimo viaggio in Indocina, ho visto coi miei occhi decine di bambine addestrate a "prostituirsi" per fame e inseguendo il sogno di incontrare qualche maschio-turista col potere di cambiare loro la vita. Magari un maschio occidentale/italiano che tornando alla sua vita sociale quotidiana sarebbe pronto a sparare a zero, criticare, giudicare  un video hard come quello la cui protagonista è diventata tristemente nota... 

mercoledì 3 giugno 2015

Spogliarti da nuda/nudo… SessualMente



Hai mai scelto, tra le tue priorità, di denudare la mente da tutti i vestiti o condizionamenti che sotterrano la tua capacità di entusiasmarti, di eccitarti, di cavalcare la tua passione nella vita? Le emozioni creano vibrazioni, sono frequenze. 
Se sei insoddisfatto/a di come vivi la tua sessualità, con le sue sensazioni ed emozioni, puoi cambiare vibrazione e sintonizzarti su un livello vitale diverso, in cui l’attrazione verso il piacere, la naturalezza di viverti nudo/a nel corpo e la trasformazione di vergogne, sensi di colpa e giudizi fanno diventare sacro il tuo corpo, degno di essere riconosciuto, amato e rispettato e pertanto capace di amare. 
Puoi aprire il tuo cuore ed imparare come amare tutto ciò che è fuori di te, riconoscendo i tuoi simili.
In SessualMente 2.0 propongo esperienze che hanno questo fine: denudarsi fisicamente e mentalmente! E’ l’inizio di un percorso di consapevolezza e cambiamento molto profondo e nello stesso tempo soft. Tu percepisci la tua realtà attraverso differenti filtri che determinano dove focalizzi la tua attenzione. Fin quando la tua realtà sarà ad esempio “sento un vuoto nella mia vita sessuale” oppure “la mia vita sessuale è insoddisfacente” e non ti decidi ad agire, sperimenterai ciò che conferma le tue insoddisfazioni perché lì sei  focalizzato/a. 
Mi auguro con tutto il cuore che sia arrivato anche per te il momento di prendere in mano la tua vita, guidando corpo e mente verso la tua realizzazione di essere umano senziente.
Ti aspetto a SessualMente 2.0!

venerdì 8 maggio 2015

#Free the nipple - Nuda contro la pornografia sei anni dopo...

La parità tra uomo e donna passa anche dai capezzoli. Perché, infatti -si chiedono le sostenitrici di #FreeTheNipple e del topless libero- il petto nudo di un maschio è tollerato persino al ristorante in spiaggia, mentre a una donna non è permesso  mostrarsi in pubblico con il seno nudo? Il movimento nato in Islanda contesta che il petto di una donna sia considerato solo come un “organo sessuale”.
Dopo sei anni di azioni, iniziate con la campagna "No alla pornografia sì alla sacralità del corpo femminile" lanciata proprio da questo blog  in cui ho utilizzato una mia foto nuda e una del mio seno ("capezzolo incluso", per essere in linea con l'attuale campagna...) come provocazione contro la censura di Facebook, Google, etc. finalmente le cose si stanno muovendo e la cosa sta diventando virale. Cito dal post del 2009 "... questo è lo slogan che ho lanciato sul mio profilo di Facebook, proponendo una provocazione ed un’azione di disobbedienza civile, contro
una visione profondamente maschile e maschilista della donna, che se sceglie di mostrare qualcosa di se è automaticamente “una poco di buono” o oggetto di desiderio per maschi “vogliosi”.
Spero che sempre più donne anche in Italia vogliano riappropriarsi del proprio corpo anche nudo dalla gestione dell'industria del marketing e dalla sessuofobia/sessuomania maschilista.
Ritengo essenziale mettersi in gioco in prima persona quando si va verso la libertà, é quello che faccio nei miei seminari di SessualMente, nella mia attività giornalistica, nella mia vita quotidiana... 
In questo blog trovate altri post dedicati all'argomento, che mi sta particolarmente a cuore... E' dal biblico "si accorsero di essere nudi" riferito ad Adamo ed Eva che é iniziata la demonizzazione del sesso, nel tentativo secolare delle culture patriarcali di sporcarlo... ed é a parer mio dal "si accorgono di essere nudi e ne sono felici" che può iniziare una trasformazione in una visione fluida, naturale e felice... 
Concludo e rilancio questo post con la foto che diede inizio al tutto... 



#freethenipple PERCHE' FACEBOOK E GOOGLE PLUS TEMONO IL SENO FEMMINILE?



... A proposito del seno femminile...
Fin dalla nascita di questo blog ho scelto come avatar la foto di un mio seno nudo. Voglio condividere con voi il motivo di questa scelta.
Il seno femminile, generalmente, è proteso verso l'esterno del corpo della donna. Come archetipo, rappresenta l'atto del dare: latte che nutre, amore materno, piacere all'essere umano fin dalla sua nascita per il solo fatto di succhiare, maschio o femmina che sia.
E' stato sempre il simbolo, insieme al ventre, della femminilità, della Dea, della fertilità, di Madre Terra che dà amore, protezione, cure in maniera incondizionata.
Penso che sia capitato anche a voi di vedere, in reperti archeologici dell'antichità, sculture che riproducono donne formose, con largo ventre e grandi seni (ne sono un esempio le immagini pubblicate: a destra una scultura della dea del periodo neolitico, a sinistra una dea indiana).

Nello spirito di questo mio blog (nato per condividere informazioni, riflessioni personali e professionali, osservazioni sulla realtà nel tentativo di rimanere svegli, provocazioni ...) , ho scelto l'immagine di un mio seno e non un'immagime "simbolica", proprio per sottolineare il mio intento in relazione a quella parte di mondo che chiamiamo "il sociale".
La scelta è stata anche provocatoria, perchè no! ... i contesti in cui questa immagine avrebbe fatto gridare allo scandalo sono proprio quelli più repressi nei quali mi piacerebbe istillare una gocciolina di consapevolezza e di purezza d'animo!

Ebbene, sapete perchè hanno disattivato, il mio account su Facebook e recentemente rimosso questa stessa foto come avatar del mio blog e di Google Plus?
Perchè, condividendo il mio blog con diverse persone -amici e persone sconosciute a cui ho chiesto amicizia- ne ho riportato il logo, ossia l'immagine di questo seno femminile.
Un bel giorno (ormai molto tempo fa), senza nessun preavviso da parte dei gestori di Fb, non sono più riuscita ad entrare nel mio account perchè disattivato.

Alla mia richiesta di spiegazioni mi è arrivata la risposta automatica di leggere attentamente il regolamento e, nel contempo, la comunicazione che la foto del seno nudo era stata eliminata.
Sono andata a rivedere il regolamento e ho trovato l'indicazione di non pubblicare nudi.

Sono d'accordo sullo spirito di tutela di spazi "protetti" in cui si possa interagire tranquillamente tra persone conosciute e sconosciute. Non sono d'accordo sull'atteggiamento censurante da puritanesimo (periodo storico in cui sono accadute le schifezze peggiori in fatto di sessualità, ma nascoste!). Ossia, posso accettare, anche se a malincuore, l'eliminazione della foto incriminata, non accetto l'eliminazione della mia presenza in Fb.

Mi sono chiesta come mai hanno esteso la rimozione della fotografia del seno femminile a tutto l'account.
Forse perchè avevo appena creato un gruppo, che avevo chiamato proprio SessualMente, per condividere opinioni e riflessioni sui temi che porto avanti sia come terapeuta che come giornalista nel settore del ben-essere e che possono essere considerati "scandalosi"?

Ho invitato il team di Fb a visionare il mio blog, verificare i miei obiettivi ed eliminare, così, l'idea che avessi creato il tutto per scopi pornografici o di altre devianze sessuali (che da tempo combatto anch'io, parlando con le persone in conferenze, attraverso articoli in diverse riviste, etc. etc.).

Ancora oggi non ho ricevuto risposta da questo fantomatico team che gestisce Facebook (magari c'è anche un prete lì in mezzo!).
La conseguenza di questa sospensione ingiustificata è stata un danno d'immagine notevole, l'impossibilità di comunicare attraverso questo canale e l'intasamento della mia posta elettronica dall'arrivo di numerosissime e-mail di persone conosciute e sconosciute che mi chiedono "che fine ho fatto". Fino ad ora ho semplicemente risposto con la frase "c'è un guasto tecnico momentaneo". Adesso non voglio più coprire la realtà nella quale sono incappata!
Non c'è stato alcun guasto tecnico, sono stata semplicemente censurata.

Questa è l'Italia:
- che accetta silenziosamente di farsi suggestionare da tutte le parti con immagini "arrapanti" che sfiorano la pornografia per condizionare stili di vita, acquisti, orientamenti sociali, etc.;
- che accetta silenziosamente, o quasi, che gli uomini politici che la rappresentano facciano notizia non per le realizzazioni in fatto di conduzione di uno Stato fatto di cittadini (non solo di denaro pubblico nel quale nuotare come zio Paperone), ma per comportamenti personali non
degni di chi riveste cariche pubbliche e che comunque continuano a sedere ai loro posti di potere a testa alta;
- che accetta, in nome della "fede", preti e religiosi che spesso impunemente sfogano i loro "istinti" sessuali verso creature condizionate e indifese (ne ho conosciute diverse di persona!), le stesse persone che gridano allo scandalo per quegli atti che loro stessi vivono in prima persona;
- che accetta che principi "devianti" della Chiesa condizionino pesantemente la vita sociale e politica di uno stato che si dice "laico", che spesso accetta di tacere piuttosto che esporsi e uscire dal pantano dell'immobilità dormiente (... per me, invece, tentare di rimanere sveglia e svegliare altri alla Gurdjieff è uno dei sensi del "dare" agli altri incondizionatamente...rischiando l'impopolarità, non certo l'elemosina o la colonizzazione di idee verso popoli di altre culture e tradizioni molto più sane delle nostre...).

Mi auguro di aver fatto riflettere qualcuno oggi!
Anche questo è un modo per esprimere passione nella vita, una passione che rende vivi.
... grazie di aver avuto la curiosità e la pazienza di arrivare fino in fondo!


sabato 21 giugno 2014

Nuda sotto i vestiti: vivere un'estate SessualMente...




Definire un corpo “nudo” è solo un appellativo culturale che rimarca la differenza tra identità interiore e sociale. Perché un corpo è, e basta, anche quando sono coperta da abiti sono pur sempre nuda…. Sono solo due modi in cui posso sperimentarmi rispetto al mondo. 


Nei gruppi esperienziali di crescita di SessualMente 2.0, spesso i partecipanti, e più gli uomini che le donne, hanno difficoltà a spogliarsi dei loro abiti, ma una volta superato l’imbarazzo del primo momento da nudi, la loro percezione soggettiva cambia. Il corpo si ricorda molto facilmente della sua naturalezza di essere sempre nudo, e spesso il momento d rivestirsi crea l’ulteriore disagio. Diventa un atto psicomagico, al modo di Jodorowsky, che tra l’altro ho avuto il piacere di conoscere. 


Se trasformi questa identificazione corpo=corpo nudo in corpo=corpo al di là di come si manifesta, avrai fatto il primo importante passo per smontare un condizionamento molto profondo che impedisce di sentire il corpo con naturalezza, come strumento preziosissimo di manifestazione, nella realtà fisica, della tua coscienza. Questo perché ti hanno condizionato a questa identificazione corpo=corpo nudo= vergogna= colpa. La tua mente ti proporrà direttamente l’identificazione corpo=vergogna/colpa senza neanche chiederti perché.


Nel 2009, in cui ho lanciato la campagna “nuda contro la pornografia”, mettendomi personalmente in gioco, e che ha avuto risonanza internazionale: Per le religioni patriarcali che si basano sulla Bibbia è talmente ossessiva l’attenzione sul coprire le nudità e sul non riconoscere la sessualità come parte di un Amore divino, universale o che dir si voglia che, nella Genesi, la cosiddetta cacciata dal paradiso terrestre è espressa con la frase: “si avvidero che erano nudi ed ebbero vergogna…. Io questa vergogna l'ho abbandonata da molto tempo, e questa pulizia nel rapporto con il proprio e l'altrui corpo é una delle cose che trasmetto nei miei seminari...” Questa campagna era nata dalla constatazione che proprio la pornografia è una grande nemica dello stare semplicemente e naturalmente nudi.


Quando parliamo del corpo, non dovrebbe essere necessario specificare che ci riferiamo al corpo nudo. Farlo, esprime condizionamenti e giudizi che allontanano dalla possibilità di poterlo amare, curare, tenerlo in forma con rispetto e fierezza, così com’è. Quando ci riferiamo al nostro stesso corpo, invece quasi sempre la mente ci propone un’idea astratta, come parlare del tempo atmosferico.


Quando il nostro corpo si "guasterà" non avremo più possibilità di fare esperienza in questa dimensione fisica, quindi vale proprio la pena recuperare il senso della sua preziosità! Dal punto di vista dei condizionamenti sociali, quando siamo nudi le identificazioni sociali e culturali scompaiono quasi del tutto. Rimangono molti meno elementi per costruire mentalmente un’idea ad esempio dell’occupazione e del “tenore di vita” delle persone. Tranne per alcuni elementi (es. mani più o meno ruvide e callose, muscoli più o meno sviluppati, pelle più o meno abbronzata dal sole o più o meno curata, cicatrici) che possono farci dedurre qualcosa sulla storia della persona, per il resto siamo tutti uguali. Questo può far sperimentare maggiore libertà e una sensazione piacevole di agio, eliminando quel meccanismo malsano della mente del “dover dimostrare”, dell’identificazione con l’immagine esteriore di noi che è una delle cause per cui si perde il contatto con ciò che si è interiormente, per se stessi.


Ti suggerisco di sperimentare, se non lo fai già, cosa puoi provare attraverso la consapevolezza di essere dentro il corpo “nudo”. Che effetto fa “portare in giro” il tuo corpo nudo sotto gli abiti? Se la mente ti propone sensazioni di disagio, sposta subito l’attenzione nel piacere di sentire il corpo e tutta la pelle libera di respirare, di ricevere i raggi del sole, di sentire la carezza del vento, la differenza reale tra caldo e freddo, libera di muoversi.


Nella stagione estiva, ogni volta che posso, preferisco scegliere spiagge in cui è permesso stare nuda. In alcuni luoghi, osservando le altre persone attorno a me, ho però spesso la sensazione di trovarmi in un ghetto che si è creato i suoi cliché. Ossia, molte persone sostituiscono certi tipi di comportamenti e abiti sociali con altri in cui il corpo nudo è vissuto come un altro tipo di schema, ancora schiavi di meccanismi che inducono a seguire ciecamente alcuni modelli oppure a contrastarli, ostentando atteggiamenti diametralmente opposti. Quando questo accade la persona si toglie anche la possibilità di cambiare punto di vista, adagiandosi nell’illusione che sia già cambiato. L’illusione di essere cambiati è uguale a sonno della coscienza, più o meno consapevole…