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sabato 9 marzo 2024

Differenza di gender e violenza sulle donne


Ieri ho assistito allo spettacolo teatrale “Finché morte non ci separi? La menzogna dell'Amore, di Giuseppe Giuseppe Oppedisano, al teatro Tordinona di Roma.

Uno spettacolo crudo, realistico, attuale e dai toni forti, che ha descritto tutti i tipi di violenza sulle donne, che non hanno confini geografici, né di epoche storiche.

La violenza nei confronti della donna accomuna ancora molte culture, società, classi sociali, e religioni patriarcali improntate sul maschilismo.

La compagnia teatrale, ha inscenato con maestria e senza retorica varie tipologie di abusi. Infibulazione, abusi sui minori, lapidazione, violenza fisica, violenza sessuale, stupri di gruppo, violenze in nome di un dio che è tutto fuorché amorevole (…almeno, non nei riguardi di tutte le discendenti di Eva), violenze etniche, violenze psicologiche e fisiche dentro le cosiddette “mura domestiche”, bullismo, cyberbullismo, revenge porn che oggi va molto di moda.

Secondo recenti dati UNICEF sui casi di mutilazioni genitali femminili, l'Africa è il continente più colpito con oltre 144 milioni di donne, seguito dall'Asia con 80 milioni. Al terzo posto il Medio Oriente (6 milioni).

La mia riflessione? con la supremazia del patriarcato nel pianeta, l'essere umano continua ad invertire la rotta della sua evoluzione.

Caparezza, nel brano Bonobo Power, canta che “la razza di scimmia bonobo è l’evoluzione dell’uomo”.

Eh già. Forse è davvero così, visti i suoi usi sociali decisamente migliori rispetto all'essere umano. Di certo non usa violenza fisica sulle femmine della comunità.

La violenza sulla femmina umana è un’abitudine dei maschi condizionati al comportamento di dominio sessuale e psicologico, al considerare la femmina un “possedimento” personale.

John Lennon ha scritto la canzone Woman is the nigger of the world che vi suggerisco di ascoltare. E’ stata una delle meno conosciute…chissà perché.

Il film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, che per me è un capolavoro, ricorda che la donna italiana ha il diritto di voto solo dall’1 febbraio 1945.

La religione cattolica, intrisa di parole come amore, perdono, tolleranza, carità ha tramandato l’immagine della donna come “tentatrice dell’uomo”, dunque isolata o violentata, da Tamar ad Agar, e tante altre donne per giudizio divino.

Grazie alle esperienze di SessualMente che porto avanti da circa 15 anni, il tema del senso di colpa, della vergogna in relazione al corpo delle donne è molto comune e condiziona in altro modo anche gli uomini.

E per molti rendersi conto che la donna per sua natura è più direttamente connessa con la sua energia sessuale e con l’energia creatrice della Terra rispetto all'uomo è una scoperta. Non intendo con questo stigmatizzare il maschio. Questo farebbe il gioco di chi intende solo esaltare discorsi di superiorità.

La cosiddetta festa della donna dell’8 marzo dovrebbe essere stravolta rispetto al senso che ha assunto. Basta mimose. Osserviamo invece il genere umano nella sua storia che tramanda geneticamente.

La storia testimonia che la donna è stata spesso l'iniziatrice, la portatrice di conoscenza.

Voglio portare attenzione sulla preziosità di essere complementari tra maschi e femmine, partendo dall’uguaglianza piuttosto che dalla differenza di gender.

L'uguaglianza di gender può aprire gli occhi sulla ricchezza dell'essere complementari tra maschi e femmine e lo stesso vale per le persone omosessuali e transessuali.

Esaltare la differenza di gender tra maschi e femmine è molto rischioso. Avalla rapporti sociali di dominanza e perciò di sottomissione. Essere diversi vuol dire tutto e niente. Apre la porta a una molteplicità di potenziali supremazie e quindi sottomissioni, oppressi e oppressori, deboli e forti, schivi e padroni.

Essere complementari nell’uguaglianza di base tra maschi e femmine non condiziona al possesso, alla dominanza e infine alla violenza quando le regole del possesso/dominanza non vengono rispettate. C'è ancora da guarire i sensi di colpa delle donne quando vivono con libertà la loro uguaglianza di genere,  per cui se una donna viene stuprata è normale ipotizzare che sia stata lei a provocare il maschio con la sua presenza sensuale o semplicemente con la sua presenza sessuale femmina.

Femmina e maschio siamo complementari nei ruoli, nei modi di essere nella vita, nei modi di funzionare del fisico e della psicologia, nel modo di usare i due emisferi del cervello. Essere complementari implica anche potersi potenzialmente scambiare di ruolo, ma questo è destabilizzante per l’ordine sociale. Ecco dunque che è meglio demarcare le differenze. Così a ciascuno il suo, pertanto l’invasione nel campo altrui implicitamente va bene che sia punita.

Forse che nella necessità di rimarcare le differenze di genere c’entri un dio a cui sono state attribuite parole come “io sono il tuo dio, non avrai altro dio all’infuori di me“… un dio maschio, appunto.

Nello spettacolo teatrale “Finchè morte non ci separi? La menzogna dell’Amore” interessante la voce fuori campo che mentre vanno in scena quadri di violenza contro la donna, ricorda che esiste il dio (patriarcale) che fa sentire la sua amorevole presenza anche mentre esseri creati a sua immagina e somiglianza vengono lapidate fisicamente o psicologicamente, infibulate, uccise in nome di un volere  divino.

Sull'8 marzo ho letto su Viber questa frase che mi ha fatto venire i brividi: “celebriamo le nostre fantastiche donne”. Celebriamo le nostre donne, quindi chi celebra la donna è l’uomo, l’uomo quindi celebra il suo (aggettivo possessivo) possesso.

E’ questo stesso possesso che ha portato milioni di maschi nel mondo ad uccidere le “proprie” femmine o a renderle innocue e soggiogate. In particolare, fra il 2017 e il 2021, il 45% delle donne uccise è morta per mano del proprio partner, il 9% da un ex partner e il 26% da un altro parente. Dunque l’80% delle donne vittime di omicidio sono state uccise da un familiare o un partner. Mentre gli uomini uccisi dal partner o dall’ex partner sono il 3.7%. Nel 2022 nel mondo sono state uccise quasi 89.000 donne di cui il 55% per mano di familiari o partner. Solo in Italia 120 le donne uccise da familiari o partner nel 2023.

Quindi ricorrenza delle operaie morte nella fabbrica newyorkese nel 1908, per molti è diventato il rituale del ramo di mimosa regalato alla “propria” donna, accompagnato da un grande vaffa però da parte degli alberi di mimosa violentati a loro volta.

È diventato per molti un rituale sociale vuoto per mettere a posto la coscienza. Intanto la donna rimane prigioniera in un mondo la cui facciata inneggia alla libertà e all’uguaglianza.

Lo spettacolo teatrale, che come state leggendo mi ha fornito molti spunti di riflessione, sarà in scena al Teatro Tordinona di Roma fino al 10 marzo. Vale la pena andare a vederlo e partecipare con occhi, mente e cuore aperto.

Ed è curioso che il teatro si trovi proprio accanto al “muro delle bambole” a Roma che è dedicato alle donne uccise vittime di violenza maschile.

domenica 25 novembre 2018

Giornata Mondiale per le donne libere da violenze e femminicidi...

Oggi giornata mondiale a ricordo di tutte le violenze sessuali e sociali sulle donne e i migliaia di femminicidi che purtroppo non sono ancora “storia passata“. Notate in una giornata-tipo quanti comportamenti utilizzate, più o meno consapevolmente che rispondono al diritto di prevaricare e alla paura di essere prevaricati e violati/e. Il cambiamento si inizierà a manifestare se ogni giorno, non solo una volta all’anno, ognuno di noi si accorgerà che solo la LIBERTA’ DI MANIFESTARCI contribuisce alla ns e altrui evoluzione.
Personalmente, mi confronto costantemente su come continuare ad eliminare "spazzatura" mentale per assecondare il piacere della mia Coscienza di manifestarsi sempre, comunque e ovunque! 

venerdì 23 novembre 2018

Donne SessualMente libere contro l’oscurantismo patriarcale...


Esperienze come SessualMente 2.0, Touch of Passion, Onorevole Femminilità, e il nuovo seminario Donna Orgasmica: come guarire e usare pienamente l’energia orgasmica femminile sono tanto più importanti in questo momento in cui succedono ancora eventi bestiali come questi: "uomo irlandese assolto dall’accusa di stupro su ragazza minorenne perché lei indossava un tanga troppo sexy".


E' antica almeno quanto le religioni patriarcali, la motivazione che il maschio non può fare a meno di assecondare i suoi istinti (quella parte che lo avvicina agli animali) quando la femmina è “provocante”, ossia si atteggia o si veste in modo “troppo eccitante” agli occhi del maschio. E il maschio, egocentricamente percepisce l’atteggiamento sexy femminile come rivolto proprio a lui.
Egocentrismo e infantilismo vengono rinforzati da condizionamenti mentali tipici delle religioni patriarcali per cui la donna/Eva è la tentatrice dell’uomo. E’ la responsabile dei peccati dell’uomo che povero non ha colpa. 
Se la donna non si atteggiasse a “puttana” con i suoi comportamenti, l’uomo non verrebbe “tentato”, con buona pace dei sistemi sociali basati su repressione, colpa e paura piuttosto che sulla partecipazione responsabile e consapevole del vivere sociale.
Così, il maschio che nelle culture patriarcali è condizionato a sentirsi “macho” e dominatore, in realtà vive una condizione di inferiorità. Perché l’essere vivente che si fa guidare dai suoi istinti è l’animale che non conosce consapevolezza e coscienza. Pertanto, nella scala evolutiva delle specie, è decisamente meno evoluto della persona che sceglie di sviluppare la sua dimensione cosciente.

E cosa succede a questi esseri? Vengono “perdonati” per i loro “peccatucci” che si chiamano violenza sessuale, per di più su persone minorenni. Per poi tentare magari una “rieducazione” perché anche questo serve al sistema sociale per mettere a posto la coscienza e dormire sonni tranquilli.

Dietro queste mie parole c’è rabbia, si, ma non senso di impotenza. Tant’è che uno dei principali intenti di base delle esperienze sulla sessualità che propongo da molti anni è proprio quello di contribuire a risvegliare le coscienze, risvegliare il cuore ed il piacere di sentire scorrere la vita preziosa nelle vene, a partire da quella sessuale. 

Le esperienze SessualMente 2.0, Touch of Passion, Onorevole Femminilità, e Donna Orgasmica: come guarire e usare pienamente l’energia orgasmica femminile, sono la mia azione sociale, oltre che energetica-spirituale al tanto più comodo e soporifero senso di impotenza.
Lancio ancora una volta l’invito a tutte le donne a partecipare all’intensivo esperienziale “Donna Orgasmica” che terrò a Torino per la prima volta l’1 dicembre, ossia il giorno prima di SessualMente 2.0. Vi aspetto! 

lunedì 25 novembre 2013

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne



Nel 1999 l’Onu ha istituito la Giornata mondiale per dire basta alla violenza sulle donne. Da allora si è data voce in maniera più forte ai migliaia di casi di donne maltrattate, picchiate e uccise. Questa “guerra” di genere non accenna a ridursi. In Italia, tra il 2000 e il 2012, sono state uccise oltre 2.200 donne, di queste il 75% è morto nell'ambito familiare o di relazioni affettive.
In realtà questa giornata dovrebbe vedere protagonisti gli uomini, più che le donne. Gli uomini che non vogliono identificarsi come carnefici di questa assurda battaglia verso una parte del genere umano. In quest'ottica è nato il blog Noino, al quale merita aderire. Le nostre relazioni sono lo specchio di chi siamo realmente.

Se vuoi libertà per te stesso devi permettere ad altri di vivere la stessa condizione perché questa è la vera sola libertà. Solo chi è libero e vivo per se stesso può creare una relazione parentale, amicale, sentimentale realmente viva. La libertà è la più alta qualità dell’amore. Se non c’è libertà, non c’è dignità. Se vuoi controllare gli altri vivi un’illusione di relazione. Gli altri si nasconderanno a te e questo ti impedirà anche di essere amato. E il passaggio verso l’ostilità nei confronti di coloro che non puoi controllare o che non sono come vuoi tu è veramente breve…

lunedì 22 aprile 2013

SCIOPERO DEL SESSO: PROTESTA TURCA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE …




Un’idea geniale quella lanciata la settimana scorsa da un’associazione di donne turche, la Sefkat Der di Konya, per dare un segnale forte di protesta contro la violenza costantemente perpetrata ai danni del mondo femminile in Turchia, col bene placido della società “civile”. Le attiviste dell’associazione hanno chiesto alle socie di mettere in pratica lo sciopero del sesso e l’astensione dai lavori domestici per 41 giorni.  Questa protesta è stata la conseguenza dell’ennesima violenza di gruppo contro una ragazza di 13 anni stuprata a Golcuk da un’orda di 29 maschi. Nello stesso periodo è stato diffuso anche un sondaggio realizzato per l’Università di Karikkale dal quale si evince che un turco su 5 (il 18% della popolazione) trova normale usare violenza contro la donna dentro le mura domestiche; il 34% dei maschi afferma che ogni tanto picchiare la moglie è necessario. 
Anche dall’India, in questi ultimi tempi, arrivano frequentemente notizie di donne e bambine stuprate e ridotte in fin di vita. Spesso sono azioni di gruppo, del branco …
In Italia si è avvezzi a cronache di violenze su donne a causa di folli attacchi di gelosia. Donne mutilate o uccise a causa di “sospetti” tradimenti sessuali …
Ancora una volta il sesso è usato per tentare di distruggere l’anima femminile, così tanto potentemente e direttamente collegata all’energia di trasformazione ed armonia di questo pianeta.
Se togliessi alcune citazioni e rileggessi queste notizie da semplice osservatrice, penserei che si stia parlando di belve animali da branco, che peraltro userebbero queste modalità per cacciare cibo, non già per soddisfare istinti sessuali o per puro divertimento. Invece, ancora una volta, questa è storia di uomini. Non dico certo di esseri umani perché usare la parolina essere farebbe la differenza. Essere umano è colui che è consapevole di esistere. E quando entra in questo stato dell'essere, sa anche che non può fare a meno di guardarsi attorno, cercare e trovare armonia anche fuori di se, di trasformare la sua tendenza egoistica in attenzione e amore verso se stesso e pertanto verso il suo prossimo … specchio della sua stessa esistenza divina.