sabato 26 marzo 2016

Torna l'ora legale... come viverla SessualMente



Perché ne parlo nel blog?
Mi colpisce sempre tutto ciò che l’informazione “ufficiale” propina come verità e che ha il fine di far dormire sonni tranquilli alla consapevolezza.

Avete notato che ormai da anni il semplice spostamento di un’ora, dall’ora solare a quella legale, che gli italiani sperimentano due volte l’anno è diventato un ennesimo “problema” e l’ennesima sofferenza da subire o comunque affrontare?
Si leggono suggerimenti di ogni tipo per affrontare questo disagio, uno tra i tanti che considero nell’elenco dei “disturbi pro-business”.

Consigli alimentari, di deprivazione sensoriale, e naturalmente di prodotti naturali da acquistare per eliminare il problema.
Questo è un altro esempio della manipolazione dell’informazione ufficiale che tende a rendere ancora più addormentati gli esseri umani.

Una persona “addormentata” non è capace di gestire consapevolmente un cambiamento qualsiasi perché è privato della capacità di scelta, della facoltà di decidere, della possibilità di sentire anche solo attraverso il suo corpo.
Cosa c’entra l’ora legale con Vivere SessualMente? Quello che propongo è trasformare i condizionamenti della mente “burattina” e della consapevolezza addormentata ripartendo dalla sessualità. E’ una delle strade percorribili. E come dicono molti maestri: scegli una strada e seguila!

martedì 8 marzo 2016

8 Marzo 1911: l'inizio dell'uguaglianza tra maschi e femmine dal piano sociale a quello sessuale...



Come ogni anno, i giorni che precedono la cosiddetta “Festa della Donna” sono caratterizzati da un bombardamento di proposte commerciali di ogni genere. “Prenotate l’esclusivo spettacolo coi gigolò”, “vuoi passare una serata speciale?”, “comprate, comprate signore! E’ il vostro momento prima di tornare nel grigiore della quotidianità”, “approfittate di questo momento di attenzione internazionale…”, etc. etc.


Vogliamo parlare, invece, di rispetto della diversità come bene evolutivo prezioso? Femmine, piante, gay, cristalli, maschi, animali ecc. siamo tutti esseri viventi parte di un unico organismo, il pianeta Terra che ci ospita. Vogliamo riflettere sulla tendenza naturale al completamento che ci unisce, uomini e donne, a partire da quella sessuale? Vogliamo aprire gli occhi e andare realmente  al di là del confine creato dall’Ego con alcuni suoi suffissi: egocentrismo, egoismo…? Vogliamo deciderci a risvegliare la coscienza che mai farebbe male a qualsiasi altra espressione di sé? Vogliamo considerare chiunque si arroghi il diritto di usare violenza e prevaricazione verso un altro essere umano come “malato di incoscienza ed ignoranza”?

Ci sono donne che odiano essere nate donne perchè vivono nella paura di essere maltrattate, violentate sessualmente, di dover obbedire alla parte di mondo patriarcale in cui hanno avuto il destino di nascere, costrette a sposarsi o a rimanere incinta o ad abortire o a fare la guerra o a non poter essere semplicemente se stesse.


La Festa della Donna è diventata come la festa del papà, della mamma, dei nonni e a questo punto perché non fare la festa dei suoceri, dei nipoti, dei cugini, etc. Business, affari, soldi, commercio, merce…

La Festa della Donna è l’unica tra quelle che ho citato che è nata da un evento realmente accaduto, un evento di lotta per un mondo migliore in cui si potesse respirare aria di libertà. Un bene sacro che dovrebbe essere inviolabile…


Cito una frase presa in prestito da una canzone dal grande Giorgio Gaber: “donna sei tutta la mia vita… disse il mio amico ginecologo…”.
Ognuno di noi è della Vita, la propria!

Conoscete la storia di Polyanna? è il racconto di una ragazza dalla personalità solare e dall'animo sincero che non conosce il fallimento. La Vita non può fallire. C'è il divino nell'ordinario, e piccoli doni sono ovunque se i tuoi occhi sono a perti a vederli.

Auguro una magnifica giornata a tutte e tutti per oggi, domani, dopodomani e sempre, considerando domani come il primo giorno del resto della vostra vita!

giovedì 3 marzo 2016

Il Ponte di Nuvole... per essere più liberi e leggeri



Condivido un post di Giancarlo Tarozzi sull'esperienza sciamanica "Il Ponte di Nuvole" pubblicato sul sito di sciamanesimo.
Il 12 marzo è in programma vicino Roma e quest'articolo risponde alle curiosità e domande di quanti stanno chiedendo di cosa si tratta...
Nelle tradizioni sciamaniche, in cui tutti i momenti significativi dell’esistenza sono sanciti da un Rito di Passaggio, un rituale che consente di consapevolizzare e integrare le trasformazioni interiori provocate dagli eventi della vita, ognuno di tali momenti viene definito come una vera e propria “morte” iniziatica.



Muore il bambino perché nasca l’adolescente, muore l’adolescente che entra nella vita sessuale matura, e così via…

Uno dei Riti di Passaggio fondamentali è, ovviamente, quello che viene celebrato quando qualcuno muore nella nostra esistenza: si tratti di morte fisica, oppure di allontanamento e separazione. Questo rituale antichissimo, giunto a noi attraverso le culture estremo orientali del Vietnam e della Cambogia, si chiama Ponte di Nuvole. Per mezzo di questo rituale vengono sciolti tutti i legami residui che, come dice la parola stessa, “legano” reciprocamente alla persona od all’animale che è morto nella nostra vita. Questo permette ad entrambi di proseguire nel proprio percorso con una libertà molto maggiore. In Occidente, invece, tutta la cultura sembra proporre di stimolare l’attaccamento, il legame, la dipendenza nei confronti di chi non è più presente: riti funebri, celebrazione annuale della morte di persone care, pellegrinaggi al cimitero non fanno che legare chi si trova ormai su un altro piano dell’esistenza da cui viene continuamente richiamato indietro. Sotto l’apparenza dell’amore si nasconde invece un invito all’egoismo, al voler possedere, all’attaccarsi al ricordo… tutto questo non fa altro che allontanare dal momento presente e rinchiudere in una dipendenza sempre più forte nei confronti di ciò che è stato. La stessa cosa vale, ovviamente, quando per morte si intenda una separazione, un divorzio, una rottura: anche in questo caso chi ha vissuto questo evento traumatico non è affatto aiutato a liberarsi del ricordo e andare oltre, ma si ritrova spesso prigioniero di un’immagine di qualcosa che non esiste più.



E tutto questo viene definito amore. Nelle culture spirituali con il termine Amore si intende un moto che parte dal cuore e va verso l’esterno; si parla di Amore Universale, di Amore come principio divino, come manifestazione diretta della realtà. Qualcosa di completamente diverso dall’uso quotidiano che troppo spesso si fa della parola: ti amo perché… perché sei mio o mia, perché mi piaci, perché provo attrazione sessuale nei tuoi confronti, perché ho bisogno di te, perché voglio invecchiare insieme a te… Il cuore, lo spirito non ha motivi. Ama perché non può fare a meno di farlo, perché è sua natura farlo. Ogni volta che il termine amore è seguito da un “perché”, si tratta di qualcosa di completamente diverso, qualcosa di mentale.



E allora… ci si convince che amare una persona che è morta nella propria vita significhi legarla ancora con i ricordi, con la sofferenza, con il dolore. Legarla… quindi, imprigionarla. Tutti quelli che nel secondo training della Caccia all’Anima hanno sperimentato il rituale del.Ponte di Nuvole si sono resi conto di come, una volta che i vincoli, i lacciuoli della mente, vengono dissolti quello che rimane, se rimane qualcosa, è una pura ed assoluta manifestazione del cuore: l’amore, insomma.



E celebrare questo tipo di rituale nei confronti di una persona o di un animale che non è più in vita, che ha lasciato il corpo, significa, oltre a liberare se stessi dalla sofferenza, aiutare l’altro a proseguire il suo cammino nelle nuove realtà, nei nuovi piani che sta sperimentando, senza essere ostacolato o richiamato indietro dalla sofferenza e dall’attaccamento camuffati da amore.



Questo discorso può sembrare duro ed arido, in realtà è esattamente il contrario: rendersi conto della differenza profonda che passa tra l’espressione del cuore ed una manifestazione dell’attaccamento mentale offre una vera possibilità di scoprire e sperimentare il significato più profondo della parola Amore.