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sabato 12 maggio 2012

Verso il rispetto delle differenze sessuali in America... povera Italia, sempre più... vaticana!

...Vi riporto alcune notizie dal mondo: chiari segnali di rispetto delle differenze di genere sessuale, degni di nota!

In questi giorni, negli Stati Uniti i due candidati alle prossime elezioni (Obama ed il suo rivale repubblicano, Rodney) si sono espressi a favore dei matrimoni gay e delle adozioni da parte di coppie gay. Sarà una mossa elettorale, ma, al di là di tutto (es. le adozioni le vedo un settore molto delicato che merita profonda attenzione pensando alle vite che si vogliono educare e far crescere, a prescindere dal bisogno o la voglia di sperimentare il ruolo genitoriale...), intanto aprono finestre su mondi "diversi"... e questo è il primo passo per non considerarli più tanto diversi.

Inoltre, in Argentina adesso si può scegliere con quale genere sessuale si vuole essere identificati anche nei documenti legali.

Altra bella mossa per uscire dallo schema diverso=malato da curare o integrare o convertire...  

E in Italia? beh... troppe le influenze cattoliche nella politica e nel tessuto sociale...

lunedì 19 settembre 2011

BUONA NOTIZIA PER COMBATTERE L’OMOFOBIA... MA NON IN ITALIA


In Australia, oltre alle iniziali F e M per indicare i generi femminili e maschili, ora è possibile contrassegnare con una X sul passaporto  il "sesso indeterminato".
E' un modo per combattere la discriminazione sessuale nei confronti dei transessuali.

Nello stesso pianeta assistiamo, dunque, da una parte al rispetto verso l’essere umano e le sue scelte personali, come accade in Australia e in altri stati in cui l’influenza delle religioni patriarcali non è presente, e dall’altra a paesi come l’Egitto, per citarne uno, in cui l’omosessualità è reato penale o l’Italia in cui l’omosessualità e la transessualità sono sinonimi di “malattia”, diversità e/o inferiorità …

mercoledì 18 maggio 2011

SCONFITTA L'OMOFOBIA IN UGANDA

Sapete che è stata bloccata la proposta di legge ugandese che voleva adottare la pena di morte per le persone gay?
Nelle scorse settimane molte organizzazioni internazionali, compresa Avaaz, si sono mobilite con richieste e raccolta di firme per fermare l'ennesima azione omofobica caldeggiata da molti estremisti religiosi.

Pensate un pò, la condanna a morte voluta per persone che non hanno fatto del male a nessuno, ma che hanno fatto solo una scelta sessuale non corrispondente a quella prescritta e condizionata da una società.

Leggere, tra l'altro che i maggiori sostenitori della legge sono stati esponenti religiosi mi fa venire i brividi.

La religione in realtà è diventata seguire la fede non nel divino ma in ideologie e morali troppo spesso fanatiche che perdono completamente di vista l'amore verso gli esseri viventi.

Almeno qualcosa di buono nel mondo ogni tanto accade!

lunedì 17 maggio 2010

CELEBRIAMO L'AMORE NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L'OMOFOBIA!


Dal 2005, il 17 maggio è diventata la Giornata Internazionale Contro l'Omofobia per contribuire alla sensibilizzazione verso la tolleranza delle differenze e contro ogni tipo di discriminazione.

Dal punto di vista psicosociologico, il "diverso" spesso fa paura perché esce fuori dai canoni della normalità socialmente condivisi e condizionati, quindi diventa poco gestibile.
La paura a volte stimola violenza, come l'esasperazione dei pregiudizi e degli atteggiamenti di intolleranza.
Quante energie pesanti e basse vengono attivate con questi atteggiamenti che esprimono inconsapevolezza verso ciò che siamo e verso il fatto stesso che esistiamo.
Tra l'altro, c'è un detto della saggezza popolare che dice "oggi tocca a me, domani tocca a te", niente affatto per la "legge del taglione", ma perché i cerchi della vita girano e siamo tutti in un fluire che va verso qualche direzione...

Pensate com'è leggero, invece, il pensiero e l'energia nel sentire l'altro, uno sconosciuto/conosciuto semplicemente come un ALTRO, quindi diverso da me di per se stesso, con le sue responsabilità verso la sua vita e le sue scelte, anche se condividiamo la stessa famiglia o lo stesso partito, le stesse ideologie, etc. E' comunque un mondo a sè, diverso dal mio. Figuriamoci se poi l'altro non condivide ciò che io ho inserito nel mio mondo soggettivo, sarebbe ancor più facile non sentirsi emotivamente coinvolti...

L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) già 15 anni fa ha cancellato l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali.
Molti di noi (uso il "noi" come semplice plurale maiestatis!) ancora fanno difficoltà a cancellarla dai parametri dei propri pregiudizi.
Personalmente, come terapeuta ho la responsabilità professionale di non convertire nessuno ai miei parametri teorici o etici o ideologici, ma vedere l'altro semplicemente per ciò che è e da lì dargli una mano perché possa realizzare il suo benessere; come individuo mi sento la responsabilità di contribuire alla costruzione di una rete di vita in cui l'Amore è il solo filo di questa trama/ragnatela resistente a qualsiasi tipo di diversità e permeabile a qualsiasi tipo di autorealizzazione.

venerdì 12 marzo 2010

OMOFOBIA NON SOLO IN ITALIA

Qualche giorno fa il Ministro turco con delega agli affari femminili e alla famiglia ha dichiarato che l'omosessualità è una malattia, quindi va curata perché compromette i valori tradizionali legati al concetto di famiglia.

Questa affermazione non mi stupisce affatto ed è comunque allarmante!

Una volta una collega italiana, durante un confronto sulle nostre diverse modalità di intervento terapeutico, mi disse che il suo lavoro con ragazzi che si dichiaravano omosessuali era orientato verso la loro integrazione negli standard di "normalità", in modo da far rientrare la situazione di allarme che inevitabilmente vive la famiglia in quei casi...
No comment.

Sul concetto di normalità si possono scrivere fiumi di parole!

Provate a pensare un momento alle parole e alle emozioni che vi vengono in mente pensando a chi non è normale. Sono due i tipi di reazioni, in genere: da una parte probabilmente rifiuto, paura, distanza, intolleranza, violenza, giudizio, emarginazione; dall'altra parte probabilmente apertura, accoglienza, rispetto, intelligenza, curiosità per la diversità, indifferenza.

Mi chiedo cosa farebbe la ministra se improvvisamente scoprisse di avere un figlio omosessuale (visto tra l'altro che in Turchia questa tendenza pare sia sempre stata alquanto forte), spenderebbe denaro per farlo "curare" contro la volontà dell'interessato, smetterebbe di amarlo o addirittura lo rinnegherebbe come parte del suo sangue? E questo a quale concetto di famiglia risponderebbe?

E' allarmante la paura per la diversità. Molte persone sono talmente inquadrate in binari di condizionamenti ben precisi che qualunque cosa esca fuori da questi binari non è automaticamente riconosciuto, spaventa, quindi viene rifiutato.

Anche un bambino o un adulto con un handicap sono dei diversi, anche un essere umano con un altro colore di pelle è un diverso, anche la persona con altri valori, credenze, idee è un diverso.
Allora che facciamo, curiamo tutti?
Beh per noi psicoterapeuti ci sarebbe tanto lavoro assicurato, ma personalmente, a quel punto, preferirei cambiare professione!