Visualizzazione post con etichetta donna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta donna. Mostra tutti i post

mercoledì 2 luglio 2014

Dea, sacralità del femminile e Gurdjeff

Donna/dea, corpo/terra, creazione/guarigione, intuizione/conoscenza, lungimiranza/forza.  
Questi sono alcuni dei temi a me cari e che fanno parte integrante dell'esperienza Onorare la Femminilità che ho creato e che si rivolge a tutte le donne che sentono un grande potenziale dentro di sè, ma che faticano o temono di riconoscersi, anche a causa degli innumerevoli condizionamenti patriarcali; esiste però l'opportunità concreta di ribaltare questi condizionamenti in senso evolutivo.
Un esempio fra tanti? l'abbinamento "donna-dedizione al sacrificio" può essere ribaltato in "donna-capacità di dedicarsi a ciò che le sta a cuore, a qualsiasi costo, senza paure nè timore verso il rischio".

Proprio oggi è stata ribadita dai media la notizia che in questo momento di "crisi economica", in Italia, la donna e i giovani sono le due categorie umane più penalizzate. Il senso di queste penalizzazioni, per niente casuali, è triste e alimenta quell'enorme serbatoio di forme-pensiero relative all'impotenza (ossia impossibilità di cambiare), la decadenza, l'involuzione...
A questo punto la domanda retorica che mi sono rivolta e che ti rivolgo è: "cosa  può bloccare più direttamente l'evoluzione umana della negazione di un essere umano in piena fioritura, quale è il "giovane" e la "femmina" portatrice sana (permettimi questa trasposizione dal gergo medico...) della potenzialità di creare anche qualcosa di miracoloso come un altro essere umano?".
 
Per generare un cambiamento bisogna creare un punto di vista nuovo, aprirsi ad altre possibilità, riconoscendo ciò che ci non va più bene; far morire un modo per farne nascere un altro. E' il momento di sintonizzarci tutte, con questo nostro grande potenziale che possiamo usare prima di tutto per noi e poi anche per chi scegliamo sia intorno a noi.
A questo proposito voglio citare un pensiero di George I. Gurdjieff che ho riletto proprio in questi giorni e che dal mio punto di vista è qualcosa con cui confrontarsi continuamente: "non vi è nulla nel mondo, dal sistema solare fino all'uomo e dall'uomo fino all'atomo, che non salga o non scenda, che non si evolva o non degeneri, che non si sviluppi o non decada. Ma nulla si evolve meccanicamente. Solo la degenerazione e la distruzione procedono meccanicamente. Ciò che non può evolversi coscientemente, degenera"(riportato da P.D. Ouspenskiy in "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"). 

Tutti i condizionamenti sociali che ci troviamo a seguire senza esserne assolutamente consapevoli alimentano la nostra parte meccanica e automatica. Mantenere la discriminazione di genere tra maschio e femmina è espressione di questa parte, come anche il bisogno di possedere, di prevaricare, di difendere la gelosia, ecc. La mia scelta di trasmettere quante più esperienze di consapevolezza possibili, in particolare al mondo femminile, nasce dal mio bisogno egoistico di voler vivere in un mondo in cui la parola armonia abbia un senso di evoluzione dal ritmo quasi musicale!

domenica 4 maggio 2014

Energia del femminile e armonia del pianeta Terra



La vita è una lotta che comporta sacrificio e sofferenza”.  Questa credenza, radicata in quelle culture in cui domina l’impronta patriarcale, come l’Italia, continua a condizionare in primo luogo le donne per cui anche mettere al mondo una nuova vita deve essere segnata dalla sofferenza (“donna partorirai con dolore” … per scontare il “peccato originale”). Quante di noi agiscono o hanno agito, condizionate da questa “sentenza”?   

Ho creato l’esperienza Onorare la Femminilità per contribuire a risvegliare la visione psichica femminile, imparare a credere a ciò che percepiamo dall’interno e per riconoscere la preziosità dell’intuito, in accordo con la fluidità della Natura. In questo processo di risveglio consapevole, il corpo femminile è un potente strumento di trasformazione, attraverso la sua energia e i suoi movimenti.
Riscoprire la preziosità del corpo che vibra in sintonia con la Terra e imparare a trasformare il pensiero creatore in direzione dell’armonia e dell'espressione fiera della nostra energia vitale oggi può ridiventare il fine di una partecipazione attiva e responsabile nella vita sociale. 

Invito tutte le donne che vogliono espandere la preziosità della loro energia femminile, all’esperienza che terrò a Milano il 24- 25 maggio.

venerdì 26 giugno 2009

PROBLEMI SESSUALI: E' SOLO RESPONSABILITA' DELL'AMBIENTE?


C’è chi sostiene, tra gli specialisti in andrologia, che una buona percentuale dei disturbi sessuali maschili sia causata dall’”imperversare” di una tendenza aggressiva e dominatrice da parte della donna.
E’ proprio così, o si tratta invece di una facile scusa per soffocare le vere ragioni di un disagio interiore oltre che relazionale?

Un po’ di tempo fa, mentre guidavo, ho ascoltato un’intervista radiofonica ad uno specialista della medicina ufficiale, che riportava una delle conclusioni emerse nel corso di un congresso italiano sui disturbi sessuali.
In sintesi, il medico affermava che due cause su tre di disturbi sessuali maschili sono da ricondurre ad un eccessivo dominio della donna, e l’intervento “curativo” consigliato era l’assunzione di certi tipi di farmaci… .


Voglio esaminare con voi il messaggio della notizia citata.
Partiamo dal grande rischio che si corre ogni volta che un punto di vista diventa Realtà Oggettiva.
Ritengo, per esempio, che questa spiegazione dei disturbi sessuali maschili non sia altro che una interpretazione di una parte di un contesto socio-accademico che definisco “patriarcale”.
Non parlo da donna che vuole a tutti i costi difendere il genere femminile dal mondo maschile “brutto e cattivo”, ma da persona esperta nel campo delle culture matriarcali e al tempo stesso nel campo delle terapie olistiche.

Delle culture matriarcali amo l’armoniosa integrazione tra le capacità del maschile e quelle del femminile. Quelle culture, molte delle quali sono ancora vive in varie parti del mondo, non sono interessati alla contrapposizione e alla lotta tra maschile e femminile, che conduce inevitabilmente a reciproci atteggiamenti difensivi, bensì alla complementarietà che porta ad un arricchimento interiore di cui beneficia senz'altro anche l'ambiente esterno.

Reputo estremamente 1) rischioso e 2) contradditorio affermare che un problema sessuale derivi prevalentemente da una tendenza socio-culturale e che, d’altro canto, la cura sia un medicamento chimico!
1) Rischioso perché un disagio sessuale, anche in presenza di disfunzioni biochimiche o di problemi di natura organica, non può essere considerato solo un problema del corpo, altrimenti non si spiegherebbero le frequenti risoluzioni di problemi sessuali dovute solo ad interventi psicoterapeutici, cosa che sperimento molto spesso nella pratica professionale, e si tornerebbe ad essere sordi verso la tendenza a considerare il benessere e i disagi dell’essere umano come causa ed effetto di un gioco di equilibri psico-fisici in continua trasformazione.
Altro rischio riguarda la tendenza, fin troppo comune, di attribuire in prima istanza all’esterno la “colpa” dei propri disagi personali. Questo è ciò che in genere fa chi si sente vittima “prediletta” di un mondo creato quasi esclusivamente per provocargli sofferenza. Perpetuando, in tal modo, una tendenza all’egocentrismo tipica di una particolare fase di sviluppo infantile che, prolungata, non permette di sperimentare la responsabilità personale.
Da questo punto di vista, può essere fin troppo comodo raccontarsi che i disturbi sessuali di molti uomini dipendono dal confrontarsi con un mondo femminile eccessivamente aggressivo, la qual cosa è senz’altro reale in molti contesti.

E’ meno comodo, però, comprendere che se si vive l’esterno come aggressivo e dominante, sia esso vestito da maschio o da femmina, questo probabilmente significa che c’è da lavorare sulla propria autostima e sulla propria capacità di autoaffermazione. Uno degli obiettivi del mio ebook è proprio quello di stimolare un lavoro di consapevolezza personale, a piccoli e piacevoli passi.
2) Contraddittorio perché, se pur la componente socio-culturale fosse confermata come causa prevalente di un disturbo, pensare che la soluzione consista nella pura e semplice somministrazione di certi farmaci chimici significa che ci si trova in presenza di un corpo che può solo subire interventi esterni, in quanto non è capace di trasformarsi facendo leva sul potere della propria intenzionalità e sul coinvolgimento attivo nella soluzione dei propri disagi, avendone compresi i messaggi utili alla propria crescita. 
E’ vero che la nostra storia esprime quello che ci è stato trasmesso dai nostri genitori e le esperienze che abbiamo scelto di fare, ma, ad un certo punto della vita, è importante anche consapevolizzare che solo sentendoci esseri umani “soli” possiamo prendere in mano realmente la nostra vita ed incontrare il mondo.
Fin quando, invece, daremo sempre e comunque la responsabilità all’esterno di ciò che siamo non scopriremo chi siamo e cosa vogliamo realmente. 

E la foto che ho scelto è proprio l'invito a tendere sempre e comunque verso il nostro centro!