venerdì 8 maggio 2015

#Free the nipple - Nuda contro la pornografia sei anni dopo...

La parità tra uomo e donna passa anche dai capezzoli. Perché, infatti -si chiedono le sostenitrici di #FreeTheNipple e del topless libero- il petto nudo di un maschio è tollerato persino al ristorante in spiaggia, mentre a una donna non è permesso  mostrarsi in pubblico con il seno nudo? Il movimento nato in Islanda contesta che il petto di una donna sia considerato solo come un “organo sessuale”.
Dopo sei anni di azioni, iniziate con la campagna "No alla pornografia sì alla sacralità del corpo femminile" lanciata proprio da questo blog  in cui ho utilizzato una mia foto nuda e una del mio seno ("capezzolo incluso", per essere in linea con l'attuale campagna...) come provocazione contro la censura di Facebook, Google, etc. finalmente le cose si stanno muovendo e la cosa sta diventando virale. Cito dal post del 2009 "... questo è lo slogan che ho lanciato sul mio profilo di Facebook, proponendo una provocazione ed un’azione di disobbedienza civile, contro
una visione profondamente maschile e maschilista della donna, che se sceglie di mostrare qualcosa di se è automaticamente “una poco di buono” o oggetto di desiderio per maschi “vogliosi”.
Spero che sempre più donne anche in Italia vogliano riappropriarsi del proprio corpo anche nudo dalla gestione dell'industria del marketing e dalla sessuofobia/sessuomania maschilista.
Ritengo essenziale mettersi in gioco in prima persona quando si va verso la libertà, é quello che faccio nei miei seminari di SessualMente, nella mia attività giornalistica, nella mia vita quotidiana... 
In questo blog trovate altri post dedicati all'argomento, che mi sta particolarmente a cuore... E' dal biblico "si accorsero di essere nudi" riferito ad Adamo ed Eva che é iniziata la demonizzazione del sesso, nel tentativo secolare delle culture patriarcali di sporcarlo... ed é a parer mio dal "si accorgono di essere nudi e ne sono felici" che può iniziare una trasformazione in una visione fluida, naturale e felice... 
Concludo e rilancio questo post con la foto che diede inizio al tutto... 



6 commenti:

  1. Io non mi stancheró mai di supportare quanto detto da Maria Rosa. Da anni combatto per far sí che questa idiozia del seno organo sessuale venga rimossa ovenque, sia dal maschio ce dalle femmine. In Olanda, dove vivo, ilproblema e' minore e sta via via sempre piu' migliorando. Ma ovunque sono stato nel mondo il dramma é sempre lo stesso: copri il seno!!! Mi verrebbe voglia di far indossare obbligatoriamente il reggiseno ai maschi!!! Cosí capiscono meglio l'importanza di essere se stessi e diaccettare il proprio corpo e quello degli altri senza censure. Misha per INC News Holland

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  2. Ciao Maria Rosa, prima di tutto buon pomeriggio.
    Scorrendo il blog non ho potuto non appassionarmi a questa discussione che lega come fil rouge questo ed altri post, e che si potrebbe riassumere brevemente così: alcuni frequentatori del blog ti vorrebbero vedere nuda (per le foto precedenti, per gli argomenti e i metodi trattati nei tuoi corsi, per i tuoi slogan, fai tu a piacere) mentre tu giustamente resisti con un principio sacrosanto, cioè l'auto-determinazione delle donne a disporre del proprio corpo, libere dai legacci della cultura patriarcale imperante, per cui non vuoi che il tuo corpo diventi oggetto di consumo.
    Ora per prima cosa ti faccio una domanda. Come si fa a capire quando una donna si spoglia per liberare l'immagine femminile e quando spogliandosi cade nella trappola dell'oggetto di consumo ?
    A parte il particolare che, anche per via del diffuso e dilagante auting omosessuale in atto da tempo (ormai tollerato anche dalla tv generalista e cruccio crescente del Papa) anche la pubblicità che un tempo sfruttava a palla il corpo femminile ora piano piano sta virando su quello maschile, quindi una forma di parità di sessi, ma poi il fatto è che tutti più o meno sappiamo di essere nudi sotto i vestiti. I problemi arrivano quando i vestiti ce li togliamo. Se tu avessi pubblicato una foto del tuo seno coperto dal maglione nessuno ti avrebbe messo in croce: è quando hai sollevato il maglione che sei finita nell'occhio del ciclone.
    Facebook (ma ad esempio non Twitter) è un social che adotta la politica di considerare la nudità cosa porno a prescindere dal contesto. Questione di logaritmi, come ho letto qui. Hanno protestato anche i telespettatori del programma inglese "This Morning", scandalizzati nel vedere una pratica di autodiagnosi che invece aiuta a salvare la vita. Nel tuo e nell'altro caso quanti hanno protestato ? Te lo dico io: una sparuta minoranza di ignoranti che non sa ancora distinguere la bellezza/utilità dal brutto/futilità. Io penso che alla tv inglese hanno creato il presupposto per un cambio di rotta, noi in Italia siamo decisamente più indietro (e così il porno diventa un comodo argomento per fare chiasso e pubblicità, vedi il caso di Sara Tommasi o della soubrettina napoletana Lisa Fusco).
    Io, da maschio probabilmente patriarcale ma che sicuramente trova nell'anatomia femminile non solo compiacimento ma anche tutta la bellezza e la positività del Creato (nel senso più alto), vorrei ma non posso dire nulla. Sei tu, padrona di te stessa e senza lasciarti condizionare né dagli ipocriti censori né dagli adulatori interessati, a scegliere se mostrare ancora il tuo seno ed il resto del tuo corpo nudo al di fuori dei corsi che conduci (dove lì, invece, il corpo è parte fondamentale della terapia), oppure no.
    (CONTINUA -->)

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  3. (<--> SEGUE)
    Chiudo con una considerazione. A dispetto di quei pochi ignoranti e molesti ditini che segnalano abusi su Facebook, ci sono sempre più italiani che vorrebbero trovare non in Croazia, non in Francia, non in Germania ma a casa loro, in Italia, un maggior numero di posti dove praticare il nudismo/naturismo e chiedono leggi per consentire e tutelare una pratica sempre più diffusa nel mondo (un turismo che porterebbe un indotto non da trascurare) ma malamente tollerata in Italia in pochi e nascosti territori. A me l'idea di spazi recintati dove praticare il nudismo e obbligare il villeggiante tessile a girare i tacchi non piace tanto. Non piace proprio l'idea della proibizione stessa, in uun senso o nell'altro. Mi piace di più pensare a luoghi misti dove il villeggiante tessile tollera il nudista e il nudista tollera il tessile. Pensa che a S. Francisco fino a circa due anni e mezzo fa se volevi leggerti il giornale sulla panchina, in strada, completamente nuda, nessuna legge te lo poteva impedire (ora ti basta coprire i genitali) mentre a Toronto (Canada) esiste dal 1999 una redazione giornalistica che fa del nudo la propria bandiera, è "Naked News" e le sue giornaliste (anchor) escono anche a fare interviste ai passanti stando in topless (qualcosa in rete la trovi se cerchi). Si, lo so, mi potresti dire che Naked News è l'ennesimo oggetto di consumo che sfrutta il corpo della donna. Forse hai ragione o forse bisogna cambiare prospettiva. Se l'esca è il corpo della donna, il pesce che abbocca chi é ?
    Ti saluto con una considerazione tecnica sul tuo blog. Tutto bello ma secondo me si dovrebbe aggiungere uno spazio, un form contatti, per lasciare opinioni e scritti vari anche senza intasare i post che aggiungi di volta in volta: in questo modo si potrebbero continuare più rapidamente le conversazioni senza aspettare che tu aggiorni il blog (anche perché vedo talvolta fai passare una settimana intera tra un aggiornamento e l'altro).
    E chi scrive molto non dovrà essere costretto a spezzettare ...
    Alla prossima

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    1. Un paio di cose sintetiche: spogliarsi fisicamente o mentalmente dipende sempre da chi lo fa.
      Conosco Nakednews e perche' no, personalmente sto aderendo a Freethenipple
      Lo spazio naturale di confronto c'e' ed e' la pagina Sessualmente di Facebook. A PRESTO

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  4. Adesso si censurano anche i quadri di Picasso !

    A #freethenipple adesso si potrebbe anche abbinare l'hashtag #SickMinds (letteralmente menti malate).
    Nel frattempo la rete ha bersagliato l'emittente newyorkese Fox 5, a cui si deve la genialata di di censurare i seni del dipinto "Le donne di Algeri" di Pablo Picasso.

    http://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/fox-censura-i-seni-del-capolavoro-di-picasso-ironia-in-rete-menti-malate/ar-BBjOAID?ocid=iehp

    Rod

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  5. Non tutti gradiscono Facebook di questi tempi !

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