domenica 10 agosto 2014

Superluna e Luna piena: astronomia, matriarcato e risveglio interiore



Questa sera nell’alzare gli occhi al cielo, assisteremo alla coincidenza tra Luna piena e perigeo lunare, ossia Luna e Terra avranno una distanza minore e la Luna apparirà molto più luminosa.

Per chi vuole vivere con consapevolezza questo momento, questa sera sarà l’occasione ideale per collegarsi al potere lunare. Anche se è più direttamente in sintonia con la parte femminile e matriarcale del mondo, lo è anche con la dimensione femminile di ogni essere umano, uomo o donna che sia.


Eccovi alcuni spunti che userò io stessa. Ogni occasione è buona per “risvegliarsi!

La Luna oggi più che mai sarà una luce nell’oscurità, che nelle Tradizioni è collegata anche al nostro mondo interiore. Pertanto abbiamo l’opportunità di guardare nell’oscurità e vedere la luce risvegliarsi in essa.

La Luna può essere fonte di ispirazione, nel silenzio dell’oscurità, nel mondo dei sogni, e di una forza magnetica che è sempre lì e che può essere incanalata per creare consapevolmente.

La Luna è sempre connessa con l’energia in movimento, con il cambiamento grazie al movimento. Se portiamo attenzione a come creano e disfano le acque cangianti con le maree erodendo le rocce, materia dura, a come nel ciclo mestruale la donna si purifica e rinnova completamente ogni mese, a come si crea il tempo ciclico grazie alle fasi lunari, a come si crea l’evoluzione grazie al gioco degli opposti (tesi/antitesi) che manifesta la sintesi, ecco che siamo connessi con l’energia della Luna.

martedì 29 luglio 2014

Un hashtag per teenagers antifemministe… ha ancora senso il femminismo nel 2014?



In questi giorni gli slogan, tramite hashtag, del gruppo "women against feminism" del tipo “non mi serve il femminismo perché non mi sento vittima”, hanno riacceso i riflettori sul gioco di forze tra parte maschile e parte femminile del mondo. Da una parte è vero che la lotta femminista sembra ormai storia morta e sepolta, ma il riconoscimento di quello che viviamo ed esprimiamo nel nostro presente è necessariamente frutto anche della nostra storia passata. E visto che ancora oggi la mente dell’essere umano, uomo o donna che sia, ragiona principalmente con l’emisfero sinistro, quello maschile, merita rimanere consapevoli e svegli sui condizionamenti che tentano di farci addormentare continuamente.

Tutto questo è un discorso solo teorico? Non direi. Sappiamo da sempre che tesi e antitesi di un qualsiasi processo servono per arrivare alla sintesi, che è qualcosa di più e di diverso della somma delle singole parti.

Ogni individuo, per poter esprimere la sua completezza, ha bisogno di riscoprire le sue energie maschili e femminili che convivono dentro di sé. Ha bisogno di sviluppare la parte dormiente per riprendere la sua evoluzione. Ha bisogno di unione e sintesi piuttosto che di contrapposizione. Ma la sintesi, in questo caso non è semplicisticamente affermare “non mi serve il femminismo perché rispetto gli uomini o non mi sento vittima degli uomini”. Per essere vittime non è necessario subire in prima persona un sopruso, una violenza, un’ingiustizia. Basta osservare il linguaggio comune e i costumi sociali per comprendere quanto noi esseri umani siamo vittime delle nostre menti che meccanicamente riproducono clichè assolutistici, volti ad avvalorare l'ignoranza e l'addormentamento della coscienza. La parità di genere fuori di noi, tra maschi e femmine, può essere un’importante opportunità per riscoprire la “parità” di genere dentro ed è quello che mi piace far sperimentare nel seminario “Onorare la femminilità”. Prima di tutto, però, noi donne dobbiamo ri-conoscere cosa ci esprime come essenze consapevoli dell’archetipo femminile. A mio avviso, scimmiottare i modi maschili o esacerbare le differenze del tipo “donna è meglio” sono facce della stessa medaglia arrugginita che non accompagna nessun tipo di cambiamento verso completezza e totalità di un essere senziente…

giovedì 17 luglio 2014

La morte del "brutto anatroccolo"...



Qualche giorno fa, mentre mi trovavo al lago di Albano, vicino alla riva sono stata catturata da una scena molto tenera: un gruppo di piccoli anatroccoli seguivano la mamma chioccia in ogni dove: Sporadicamente, qualcuno dei piccoli si sganciava e tentava un movimento solitario, ma la mamma chioccia lo andava a riprendere per riportarlo nel gruppo. Subito dopo questo momento tenero, vedo uno degli anatroccoli rimanere indietro, sembrava disorientato. Era il più spelacchiato del gruppo, e anche per questo aveva attirato la mia attenzione. In un istante si avvicina un’anatra adulta per attaccarlo, imbeccarlo, e in pochi secondi l’anatroccolo è morto. Poco dopo ripassa la mamma chioccia con gli altri anatroccoli, ma va oltre il corpicino inerme, senza fermarsi o cercarlo.

Mentre guardavo quegli istanti di lotta tra l’anatroccolo e l’adulto, il primo istinto è stato quello di avvicinarmi e “salvare” il piccolo. Ma poi non mi sono mossa perché, al di là della reazione emozionale, sapevo che non avevo diritto di interferire in quel momento di “storia dell’evoluzione” che senz’altro sarà stato spinto dalla spinta naturale di preservare gli esseri più forti e sani.
Quante volte invece ci stacchiamo e ci sentiamo superiori rispetto alle regole insite nella natura. Noi interveniamo su tutto: deviamo corsi d’acqua; decidiamo chi far morire (es. chi è appassionato di caccia all’animale per il piacere di farlo, non perché se ne nutre una volta ucciso) e chi far vivere (quante volte lottiamo per far vivere esseri che vivranno sofferenti), accarezzando il nostro ego perché abbiamo fatto una “buona azione”; bruciamo foreste; ci uccidiamo perché non ci piacciamo, nelle nostre diversità, etc. etc..
Tutto è dettato dall’emozione. Mentre la coscienza dorme, dunque, tutto accade nell’illusione dell’ inevitabile. A guidare è il sonno di una mente condizionata che ci fa sentire vivi, mentre camminiamo come “zombi viventi”.           

mercoledì 2 luglio 2014

Dea, sacralità del femminile e Gurdjeff

Donna/dea, corpo/terra, creazione/guarigione, intuizione/conoscenza, lungimiranza/forza.  
Questi sono alcuni dei temi a me cari e che fanno parte integrante dell'esperienza Onorare la Femminilità che ho creato e che si rivolge a tutte le donne che sentono un grande potenziale dentro di sè, ma che faticano o temono di riconoscersi, anche a causa degli innumerevoli condizionamenti patriarcali; esiste però l'opportunità concreta di ribaltare questi condizionamenti in senso evolutivo.
Un esempio fra tanti? l'abbinamento "donna-dedizione al sacrificio" può essere ribaltato in "donna-capacità di dedicarsi a ciò che le sta a cuore, a qualsiasi costo, senza paure nè timore verso il rischio".

Proprio oggi è stata ribadita dai media la notizia che in questo momento di "crisi economica", in Italia, la donna e i giovani sono le due categorie umane più penalizzate. Il senso di queste penalizzazioni, per niente casuali, è triste e alimenta quell'enorme serbatoio di forme-pensiero relative all'impotenza (ossia impossibilità di cambiare), la decadenza, l'involuzione...
A questo punto la domanda retorica che mi sono rivolta e che ti rivolgo è: "cosa  può bloccare più direttamente l'evoluzione umana della negazione di un essere umano in piena fioritura, quale è il "giovane" e la "femmina" portatrice sana (permettimi questa trasposizione dal gergo medico...) della potenzialità di creare anche qualcosa di miracoloso come un altro essere umano?".
 
Per generare un cambiamento bisogna creare un punto di vista nuovo, aprirsi ad altre possibilità, riconoscendo ciò che ci non va più bene; far morire un modo per farne nascere un altro. E' il momento di sintonizzarci tutte, con questo nostro grande potenziale che possiamo usare prima di tutto per noi e poi anche per chi scegliamo sia intorno a noi.
A questo proposito voglio citare un pensiero di George I. Gurdjieff che ho riletto proprio in questi giorni e che dal mio punto di vista è qualcosa con cui confrontarsi continuamente: "non vi è nulla nel mondo, dal sistema solare fino all'uomo e dall'uomo fino all'atomo, che non salga o non scenda, che non si evolva o non degeneri, che non si sviluppi o non decada. Ma nulla si evolve meccanicamente. Solo la degenerazione e la distruzione procedono meccanicamente. Ciò che non può evolversi coscientemente, degenera"(riportato da P.D. Ouspenskiy in "Frammenti di un insegnamento sconosciuto"). 

Tutti i condizionamenti sociali che ci troviamo a seguire senza esserne assolutamente consapevoli alimentano la nostra parte meccanica e automatica. Mantenere la discriminazione di genere tra maschio e femmina è espressione di questa parte, come anche il bisogno di possedere, di prevaricare, di difendere la gelosia, ecc. La mia scelta di trasmettere quante più esperienze di consapevolezza possibili, in particolare al mondo femminile, nasce dal mio bisogno egoistico di voler vivere in un mondo in cui la parola armonia abbia un senso di evoluzione dal ritmo quasi musicale!

sabato 28 giugno 2014

Rituali millenari dei druidi a Stonehenge

Molte persone mi hanno chiesto come si è svolta la celebrazione del solstizio d'estate dentro il cerchio di pietre sacre di Stonehenge, durata circa tre ore. 
Stonehenge, nella tradizione celtica, è considerato ancora oggi uno dei luoghi sacri, in cui si incontrano più linee energetiche della terra. Questa Tradizione antichissima non è mai morta, e in tempi più recenti (re Artù e cavalieri della Tavola Rotonda) è giunta fino a noi.
Nella foto un momento dedicato alle offerte rituali di noi partecipanti (sto posando il pane che avevo preparato). Pane e vino liquoroso sono stati i principali elementi che poi abbiamo condiviso, in attesa del sorgere del sole. Pane e bevanda alcolica, due prodotti dell'uomo che sono sempre stati presenti nelle celebrazioni sacre, molto prima del cristianesimo...

venerdì 27 giugno 2014

Solstizio d'estate a Stonehenge

Sono appena rientrata dalla terra inglese, dove ho vissuto la celebrazione del solstizio d'estate e ho avuto l'onore di ricevure l'iniziazione a Bardo della tradizione celtica, all'interno del cerchio di pietre sacre di Stonehenge, all'alba del solstizio. E ho poi completato l'esperienza salendo sulla collina sacra del Tor e contattando le fonti di acque sacre di Avalon, a Glastonbury. Anche questo per me è godere la vita... Attraverso questa condivisione voglio far raggiungere a tutte le persone che mi seguono l'energia del nuovo Sole che nasce, che porti nuove creazioni nelle vostre vite ed ispirazione nel vostro percorso. La vita inizia dove finisce la nostra "zona di conforto"... perciò lasciate splendere questo nuove Sole che, inevitabilmente, comporta far morire tutto il vecchio, che crea conforto e che meglio fa dormire!