giovedì 14 marzo 2013

L'ORGASMO E' UN DIRITTO NATURALE!



Molti lettori, sia di questo blog che del mio ebook SessualMente mi scrivono usando espressioni del tipo: “come vorrei poter vivere la mia passione pienamente... così come lei la descrive”, etc. Molti di loro finiscono poi con il risolvere direttamente partecipando a SessualMente 2.0. Ma... gli altri?
 Nella sfera sessuale, il desiderio di voler qualcosa è una componente essenziale per mettere in moto scelte e azioni appropriate per soddisfarlo. La mia risposta è si, è assolutamente possibile per tutti, maschi e femmine, sperimentare e godere del piacere sessuale, così come è naturale e semplice per tutti godere della vista di un bel tramonto; se si è vedenti basta sceglierlo. 

 E' solo un inganno della mente se non si riesce a gustare un tramonto oggi perché si ricorda di volte passate in cui è stato associato ad uno o più eventi spiacevoli. L'unico ed essenziale evento tangibile è la bellezza del tramonto di oggi, preceduto magari dal desiderio di volerlo ammirare con stupore nuovo. Allo stesso modo, è possibile godere pienamente del proprio piacere sessuale oggi, al di là delle proprie esperienze passate, più o meno piacevoli soggettivamente. Il nostro corpo possiede sin dalla nascita tutti i sensi che permettono di cogliere il piacere, nelle sue varie forme. Quindi, vivere il piacere sessuale nella sua globalità e fino in fondo non è un'esperienza da imparare, semmai da riscoprire, rispolverare con i modi adatti a ciò che siamo nella nostra vita presente! Così come la mente si è autoipnotizzata e autocondizionata a pensare l'orgasmo ed il piacere sessuale come mete complicate da raggiungere, è possibile anche smontare questo autoconvincimento cominciando dall'azione, dallo sperimentare senza aspettative nel risultato. Anzi spesso serve proporsi, per un periodo, di non raggiungere alcun orgasmo, ma sperimentare e avere consapevolezza di tutte le sensazioni che si vivono prima di arrivare all'acme del piacere sessuale. E solo dopo questa prima fase di esplorazione di tutte le sensazione legate alla fase preorgasmica, lasciarsi andare, guidati dalle onde del proprio e dell'altrui piacere. Per alcuni imparare a vivere momenti di assoluto presente, con la consapevolezza di esistere anche attraverso le proprie azioni, rappresenta il senso del meditare, per altri esprime il cambiamento rispetto ad una condizione costante di stress psicofisico, per me è lo strumento terapeutico essenziale, attraverso il quale ogni cambiamento diventa possibile perché la mente non può controllare (infatti il controllo implica di per sé meccanismi di verifica che usano la dimensione temporale del passato e del futuro... passando per il presente). Spesso le persone che seguo in terapia mi dicono “lei rende tutto facile...” ed io rispondo “a cosa le serve se le rendo tutto difficile?”. Mostrare possibili dei cambiamenti giudicati difficili e lunghi, non vuol dire non comprendere le resistenze e le difficoltà soggettive, ma vuol semplicemente dire attribuire loro quel giusto peso che permette di far emergere più facilmente capacità e scelte creative e propositive, piuttosto che distruttive. E' l'invito che in questo momento rivolgo a tutti voi che state leggendo e...verificate “di nascosto l'effetto che fa”!

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