... questo è lo slogan che ho lanciato sul mio profilo di Facebook, proponendo una provocazione ed un’azione di “disobbedienza civile”, a seguito di una mia foto rimossa dal mio album, all'interno del mio profilo... al quale possono accedere solo gli amici (se volete saperne di più leggete lì).
La foto “incriminata” non aveva niente a che vedere con messaggi più o meno velati di avance, con la pornografia imperante sui rotocalchi, sulla stessa tv di Stato, per non parlare di Internet e di portali quali Libero e Tiscali che spesso propongono nell'home page link a servizi “mondezza”. Era semplicemene una mia foto con il corpo velato da una zanzariera, ripresa in un viaggio in Tanzania..
La rimozione della foto, a mio avviso, esprime una visione profondamente maschile e maschilista della donna, che se sceglie di mostrare qualcosa di se è automaticamente “una poco di buono” o oggetto di desiderio per maschi “vogliosi”.
Dal momento che navigando su Facebook mi sono imbattuta in moltissimi profili pieni di foto e di immagini veramente volgari, pornografiche, per niente rispettosi del corpo femminile e maschile, pieni di genitali maschili in erezione... però coperti (!) ed accoppiamenti (e nessuno di questi è stato finora rimosso), evinco che, specialmente per molti uomini, il corpo femminile piace solo se sono loro a disporne!
… anche i maschietti in questo sono super manipolati da una cultura che vuole istupidirli ed ipnotizzarli!
Riflettete: se fossi stata un’attrice o una giornalista televisiva famosa e quest'estate qualche paparazzo mi avesse "sorpresa" in topless ed avesse pubblicato le mie foto sui rotocalchi, come avviene normalmente con molte "celebrità", o su Fb, questo sarebbe sembrato senz'altro stimolante, avrebbe fatto "vendere"(siamo immersi in una cultura che gode degli “scandali”!). Quando sono io, in quanto femminilmente donna, a pubblicare sul mio album una foto in cui sono tutt'altro che in topless (l'immagine era coperta da una spessa zanzariera), ecco che diventa indecenza...
Circa quarant'anni dopo la "rivoluzione sessuale", gerarchie ecclesiastiche e maschiliste hanno di nuovo ricondotto il corpo della donna ad un oggetto fruibile esclusivamente per il gusto ed il piacere del maschio, riservato comunque ad una visione esclusivamente erotica e/o peccaminosa.
I miei seminari di SessualMente rappresentano per me, terapeuta "sui generis" che combatte una cultura che crea ad hoc disagi e blocchi energetici e psicologici, delle gocce di risveglio della Coscienza che ha necessità di riprendere in mano la sua capacità di rispondere (il vero senso della responsabilità personale), piuttosto che far reagire le menti a tutti gli stimoli che affollano le nostre vite e che ci rendono puri automi, nel mare immenso del sudiciume che fa affogare la sessualità pura, pulita, naturale...
Ebbene, nei seminari dico sempre: “noi non siamo gli abiti, ma siamo i corpi che stanno sotto gli abiti”. Ci pensate che molte persone si sentono inadeguate se solo vanno vestite in modo diverso da come l’ambiente si aspetta?
Oppure, provate ad immaginare personaggi noti, politici o di altri contesti, vestiti solo dei loro corpi, pensate che ci sentiremmo così diversi gli dagli altri, avremmo così tanto bisogno di giudicarci gli uni e gli altri?
Stare bene con la propria nudità vuol dire essere consapevoli di far parte integrante della Natura, vuol dire avere consapevolezza di essere sessuati, di essere interi (...non suddivisi in mente, pensieri, strati di emozioni spesso non identificate, pezzi di corpo di varia rilevanza...), di essere tutti uguali (...senza sdolcinerie o moralismi), ma non vuol dire necessariamente avere voglia continuamente di sesso o essere disponibili a tutte le devianze e le sporcizie che vi ruotano intorno!
Per le religioni patriarcali che si basano sulla Bibbia è talmente ossessiva l’attenzione sul coprire le nudità e sul non riconoscere la sessualità come parte di un Amore divino, universale o che dir si voglia che, nella Genesi, la “cacciata dal paradiso terrestre” è espressa con la frase: “si avvidero che erano nudi ed ebbero vergogna…”. Io questa vergogna l'ho abbandonata da molto tempo, e questa pulizia nel rapporto con il proprio e l'altrui corpo é una delle cose che trasmetto nei miei seminari...
…che dietro tutto questo si celi la grande paura di gestire esseri consapevoli che risultano meno condizionabili ?!
... come si suol dire "io la butto lì"... e buone riflessioni a tutti!














condivido pienamente la tua riflessione...e aggiungo che secondo me se il la nudità femminile e percepita solo come richiamo sessuale,è perchè è la donna avolere questo....
RispondiEliminami chiedo perchè se la donna in passato ha fatto molte battaglie per avere gli stessi diritti degli uomini una volta ottenuti,ha continuato ad essere la donna che era prima.un esempio banale perchè visto che abbiamo gli stessi diritti,per gli uomini stare in spiaggia a petto nudo è normale,e per le donne no..............
Alla fin fine ognuno è libero di esprimersi come meglio crede.. credo sia compito di ogni individuo scegliere della propria vita e ricercare la propria felicità come meglio crede senza intaccare gli altri.
RispondiEliminaIo non leggo riviste, non guardo tv e ciò che percepisco è selezionato in base ai miei interessi.
"La mente trova ciò su cui è focalizzata"