giovedì 24 settembre 2009
FEDELTA' E AMORE
Nei giorni scorsi mi è capitato di leggere una notizia interessante sui messaggi che un animale come il cane utilizza con l’essere umano.
Sapete qual è realmente l’obiettivo del cane quando lecca il viso o le mani dell’essere umano? Secondo gli etologi, si tratta di un atteggiamento di sottomissione per ricevere cibo in cambio, così come fa con il capo branco quando si trova nel suo habitat naturale. Quindi, quello che l’essere umano interpreta come bacio o comunque dimostrazione di affetto, in realtà è una modalità di sudditanza che mira ad ottenere nutrimento.
Il cane è l’essere fedele all’uomo per antonomasia.
Questa notizia mi ha richiamato alla mente un mio precedente post dal titolo “Amore, gelosia e libertà di orgasmo”.
Anche nella vita dell’essere umano, essere fedeli, in realtà, vuol dire essere sottomessi a qualcosa (es. idee) o a qualcuno (es. partner, capo, etc. etc.).
Nella persona, dunque, la sottomissione non implica una scelta libera, ma condizionata da un bisogno esterno od interno (protezione, attenzione, adulazione, raggiungimento di uno scopo professionale, etc. etc.).
Quante persone instaurano con il proprio partner un rapporto basato sulla sottomissione o fedeltà tacita, pensando che sia Amore. Quanti, invece, si promettono di condividere (dividere insieme) partendo da realtà diverse ma paritarie e complementari?
Sapete qual è realmente l’obiettivo del cane quando lecca il viso o le mani dell’essere umano? Secondo gli etologi, si tratta di un atteggiamento di sottomissione per ricevere cibo in cambio, così come fa con il capo branco quando si trova nel suo habitat naturale. Quindi, quello che l’essere umano interpreta come bacio o comunque dimostrazione di affetto, in realtà è una modalità di sudditanza che mira ad ottenere nutrimento.
Il cane è l’essere fedele all’uomo per antonomasia.
Questa notizia mi ha richiamato alla mente un mio precedente post dal titolo “Amore, gelosia e libertà di orgasmo”.
Anche nella vita dell’essere umano, essere fedeli, in realtà, vuol dire essere sottomessi a qualcosa (es. idee) o a qualcuno (es. partner, capo, etc. etc.).
Nella persona, dunque, la sottomissione non implica una scelta libera, ma condizionata da un bisogno esterno od interno (protezione, attenzione, adulazione, raggiungimento di uno scopo professionale, etc. etc.).
Quante persone instaurano con il proprio partner un rapporto basato sulla sottomissione o fedeltà tacita, pensando che sia Amore. Quanti, invece, si promettono di condividere (dividere insieme) partendo da realtà diverse ma paritarie e complementari?
PER SHARMA YOGI
Lo scorso 16 settembre è morto SHARMA YOGI. E' stato uno Yogi della via tantrica che per me è stato una guida su più piani e con il quale ho avuto la fortuna di condividere esperienze fino allo scorso 15 agosto... strani giochi della Realtà...
Ci siamo salutati ripromettendoci di incontrarci di nuovo tra qualche mese nel suo ashram insieme ad altri amici, invece ha scelto di andarsene serenamente mentre leggeva il suo libro di meditazione...
Ciao Sharma Yogi e grazie col cuore per tutto ciò che mi hai trasmesso e per la tua presenza tutt'ora. L'ultimo tuo grande insegnamento, per me, è stato che il domani non esiste realmente e che ciò che si rimanda oggi non è affatto certo che possa accadere domani.
Il non attaccamento che tu ripetevi come un mantra ora mi impedisce di rimanere nell'emozione della tristezza per questo distacco, gioisco perché che adesso sei leggero e pieno di Luce più che mai!
Prema Devi
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martedì 22 settembre 2009
NUDO E' BELLO!
La scorsa settimana mi trovavo in una stupenda spiaggia della Sardegna sud occidentale e, prendendo il sole in topless, mi sono ritrovata ad osservare, divertita, i vari sguardi più o meno furtivi di altri bagnanti.
L’atteggiamento furtivo mi ha fatto riflettere sul condizionamento che molte persone subiscono circa la propria nudità e quella altrui.
Molti hanno disagio e provano vergogna a vedersi nudi. Pertanto, vedere anche solo due seni "svestiti" al sole rende necessario il “far finta di non guardare” o “sbirciare” quando la propria partner ha gli occhi rivolti da un’altra parte.
Cosa ci hanno fatto per farci provare vergogna della nostra stessa natura fisica, del nostro corpo?
Da bambini nessuno di noi ha provato vergogna del proprio corpo nudo, fin quando dal “mondo dei grandi” non ci è arrivata l’informazione, molto spesso non spiegata, che farsi vedere nudi non sta bene, come anche guardare il proprio corpo e i propri genitali.
Molte devianze sessuali sono la conseguenza di veti, di senso di sporco, peccato e vergogna che condizionano la vita di alcuni esseri umani fin dalla nascita.
Ha senso coprirsi il corpo con gli abiti quando la nostra pelle sente freddo e quando il contesto non consente di stare nudi. Non ha senso provare vergogna nei luoghi e nei momenti in cui questo è possibile.
Immaginate quante meno devianze sessuali potrebbero sorgere in un mondo dove si è abituati a stare nudi… la pornografia attraverso la carta stampata o la Rete non avrebbero motivo di esistere, scomparirebbero molti problemi e blocchi nell’area della sessualità, tipo voyeuristi ed esibizionisti che, nel mondo del pudore e del peccato, si divertono e si eccitano nel mostrare i propri genitali all’ignaro passante di turno!
L’atteggiamento furtivo mi ha fatto riflettere sul condizionamento che molte persone subiscono circa la propria nudità e quella altrui.
Molti hanno disagio e provano vergogna a vedersi nudi. Pertanto, vedere anche solo due seni "svestiti" al sole rende necessario il “far finta di non guardare” o “sbirciare” quando la propria partner ha gli occhi rivolti da un’altra parte.
Cosa ci hanno fatto per farci provare vergogna della nostra stessa natura fisica, del nostro corpo?
Da bambini nessuno di noi ha provato vergogna del proprio corpo nudo, fin quando dal “mondo dei grandi” non ci è arrivata l’informazione, molto spesso non spiegata, che farsi vedere nudi non sta bene, come anche guardare il proprio corpo e i propri genitali.
Molte devianze sessuali sono la conseguenza di veti, di senso di sporco, peccato e vergogna che condizionano la vita di alcuni esseri umani fin dalla nascita.
Ha senso coprirsi il corpo con gli abiti quando la nostra pelle sente freddo e quando il contesto non consente di stare nudi. Non ha senso provare vergogna nei luoghi e nei momenti in cui questo è possibile.
Immaginate quante meno devianze sessuali potrebbero sorgere in un mondo dove si è abituati a stare nudi… la pornografia attraverso la carta stampata o la Rete non avrebbero motivo di esistere, scomparirebbero molti problemi e blocchi nell’area della sessualità, tipo voyeuristi ed esibizionisti che, nel mondo del pudore e del peccato, si divertono e si eccitano nel mostrare i propri genitali all’ignaro passante di turno!
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giovedì 17 settembre 2009
AMORE, GELOSIA E LIBERTA' DI ORGASMO


Qualche giorno fa una mia conoscente, durante una conversazione telefonica, mi ha chiesto: “ma tu non sei gelosa per il fatto che molte donne cercano il tuo compagno? Non hai paura che qualcuno te lo rubi prima o poi?…”.
Io le ho risposto che, se fossi gelosa o avessi paura di perderlo perché qualcuna potrebbe “portarmelo via”, sarei un modello di perfetto egoismo e considererei il mio partner una persona incapace di decidere e scegliere con chi condividere la sua vita (… e se fosse realmente così non mi interesserebbe come persona). Non provo gelosia perché non considero il partner una mia “proprietà”, quindi non posso che provare gioia nel sapere che altre donne lo cercano, ne sono attratte, desiderano probabilmente un rapporto sessuale con lui e… magari ci riescono. Dopo tutto, un orgasmo è un puro piacere fisico che nutre energeticamente le persone che lo vivono.
Sentimento d’amore e orgasmi non sono per nulla due esperienze equivalenti. Si può vivere un orgasmo senza essere innamorati della persona con cui si sta interagendo sessualmente. Di contro, è una gioia ed un completamento avere rapporti sessuali con la persona che si ama.
Volere il bene della persona che amo per me significa difenderla da chi vuole farle del male e non da chi, in ultima analisi, vuole scambiare esperienze piacevoli, perché no, anche sessuali.
Cosa significa fedeltà sessuale in relazione ad un rapporto di amore tra partner? Vuol dire non rapportarsi da uguali, non basarsi sulla scelta libera e sul rispetto reciproco dei sentimenti e non ha nulla a che vedere con il sentimento di amore che due persone possono condividere.
Nelle culture patriarcali, la fedeltà, soprattutto da parte delle donne nei confronti degli uomini, è molto diffusa. Anche tra le donne più emancipate, aleggia questo modo di rapportarsi all’altro sesso, seppur come fantasma da combattere!
Avete mai fatto caso, ad esempio, che la “scappatella” sessuale extraconiugale del maschio è statisticamente più tollerata di quella della femmina? Se anche solo nell’inconscio non dimorasse quel condizionamento atavico che l’uomo è potente… quindi letteralmente “può”, laddove la donna non può… probabilmente non sarebbe così.
Come può essere espressione di amore un atteggiamento che parte dal non riconoscimento dell’uguaglianza tra esseri umani ? Uomo e donna sono esseri complementari che si integrano negli aspetti in cui sono reciprocamente differenti. Pensiero banale, ma assolutamente realistico!
Il vero sentimento di amore incondizionato non può essere legato a comportamenti specifici o codificati socialmente, come la fedeltà, semmai al voler condividere una parte della propria vita, o anche tutta, con una persona. Questo, con la consapevolezza che se succede che uno od entrambi i partner vivano orgasmi o esperienze sessuali con altri, senza che esserne coinvolti sentimentalmente ciò non vuol dire che l’amore scompare ma che si tratta di una relazione tra due esseri liberi.
A me capita quasi ogni giorno di rinnovare il mio amore verso la persona con cui ho scelto di condividere la mia vita. E questo amore può solo rafforzarsi nella scelta continua di preferirsi rispetto ad altre relazioni sentimentali possibili, senza bisogno di "controllare" i genitali del partner nel timore che possa preferirmi qualcun’altra.
Quante persone ho conosciuto, conosco e ho incontrato come terapeuta e nei miei seminari di “SessualMente”, che usano l’infedeltà come un alibi per non guardarsi dentro e non confrontarsi da pari nella propria relazione sentimentale!
Tutto cambia quando ci si innamora e si costruisce una vita insieme con la persona con cui si condividono, anche se magari non in esclusiva, anche gli orgasmi sessuali!
Io le ho risposto che, se fossi gelosa o avessi paura di perderlo perché qualcuna potrebbe “portarmelo via”, sarei un modello di perfetto egoismo e considererei il mio partner una persona incapace di decidere e scegliere con chi condividere la sua vita (… e se fosse realmente così non mi interesserebbe come persona). Non provo gelosia perché non considero il partner una mia “proprietà”, quindi non posso che provare gioia nel sapere che altre donne lo cercano, ne sono attratte, desiderano probabilmente un rapporto sessuale con lui e… magari ci riescono. Dopo tutto, un orgasmo è un puro piacere fisico che nutre energeticamente le persone che lo vivono.
Sentimento d’amore e orgasmi non sono per nulla due esperienze equivalenti. Si può vivere un orgasmo senza essere innamorati della persona con cui si sta interagendo sessualmente. Di contro, è una gioia ed un completamento avere rapporti sessuali con la persona che si ama.
Volere il bene della persona che amo per me significa difenderla da chi vuole farle del male e non da chi, in ultima analisi, vuole scambiare esperienze piacevoli, perché no, anche sessuali.
Cosa significa fedeltà sessuale in relazione ad un rapporto di amore tra partner? Vuol dire non rapportarsi da uguali, non basarsi sulla scelta libera e sul rispetto reciproco dei sentimenti e non ha nulla a che vedere con il sentimento di amore che due persone possono condividere.
Nelle culture patriarcali, la fedeltà, soprattutto da parte delle donne nei confronti degli uomini, è molto diffusa. Anche tra le donne più emancipate, aleggia questo modo di rapportarsi all’altro sesso, seppur come fantasma da combattere!
Avete mai fatto caso, ad esempio, che la “scappatella” sessuale extraconiugale del maschio è statisticamente più tollerata di quella della femmina? Se anche solo nell’inconscio non dimorasse quel condizionamento atavico che l’uomo è potente… quindi letteralmente “può”, laddove la donna non può… probabilmente non sarebbe così.
Come può essere espressione di amore un atteggiamento che parte dal non riconoscimento dell’uguaglianza tra esseri umani ? Uomo e donna sono esseri complementari che si integrano negli aspetti in cui sono reciprocamente differenti. Pensiero banale, ma assolutamente realistico!
Il vero sentimento di amore incondizionato non può essere legato a comportamenti specifici o codificati socialmente, come la fedeltà, semmai al voler condividere una parte della propria vita, o anche tutta, con una persona. Questo, con la consapevolezza che se succede che uno od entrambi i partner vivano orgasmi o esperienze sessuali con altri, senza che esserne coinvolti sentimentalmente ciò non vuol dire che l’amore scompare ma che si tratta di una relazione tra due esseri liberi.
A me capita quasi ogni giorno di rinnovare il mio amore verso la persona con cui ho scelto di condividere la mia vita. E questo amore può solo rafforzarsi nella scelta continua di preferirsi rispetto ad altre relazioni sentimentali possibili, senza bisogno di "controllare" i genitali del partner nel timore che possa preferirmi qualcun’altra.
Quante persone ho conosciuto, conosco e ho incontrato come terapeuta e nei miei seminari di “SessualMente”, che usano l’infedeltà come un alibi per non guardarsi dentro e non confrontarsi da pari nella propria relazione sentimentale!
Tutto cambia quando ci si innamora e si costruisce una vita insieme con la persona con cui si condividono, anche se magari non in esclusiva, anche gli orgasmi sessuali!
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